Cascate dell’Acquacheta: uno dei più affascinanti luoghi danteschi [GALLERY]

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Tra gli itinerari turistici più interessanti che si possono effettuare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna,  istituito nel 1993 e  situato nell’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, di Arezzo e di Firenze, troviamo le scenografiche Cascate dell’Acquacheta che hanno conquistato la loro fama letteraria grazie a Dante Alighieri.

Il poeta, soggiornando a lungo in quella zona, nella Divina Commedia, esattamente nel XVI Canto dell’inferno, le utilizzò come corrispettivo reale della rumorosa cascata del fiume infernale del Flegetonte. Circondate dalla natura selvaggia, silenziosa e incontaminata, tra querce, castagni e faggi, queste suggestive discese d’acqua creano, passando tra rocce e gradoni, surreali giochi e zampilli, in 90 metri di salto complessivo.

ACQUACHETA 2Diversi gli itinerari per visitarla, differenziati in base alle difficoltà del percorso e al periodo dell’anno in cui si devono affrontare.L’itinerario più semplice inizia da San Benedetto in Alpe, esattamente dal sentiero 407. Durante il percorso si incontrano due vecchi edifici: Cà de Rosp e il Molino dei Romiti con la sua antica macina.Le cascate sono due: quella “dantesca”, detta “La caduta”, annunciata da un gran fragore; ed un’altra che si getta in una pozza d’acqua piuttosto profonda.Stagione permettendo, guardando il torrente si può salire alla piana dei Romiti e ammirare i rudri dell’eremo di San Benedetto in Alpe.