“Con 15,74° gradi centigradi si è chiuso il 2016. Il più caldo della serie – spiega il colonnello Paolo Ernani, meteorologo – spetta al 2014 che registrò una temperatura media di 15,97°. Seguì poi il 2015 con 15.92° gradi. Il terzo posto della graduatoria spetta al 2003 con 15,76°. Si insedia invece al quarto il 2016 con 15,74° gradi centigradi. Se alcuni enti scientifici statunitensi pronosticano, a livello globale, un 2016 come il più caldo dal 1880, da noi invece a livello nazionale esso non costituisce un record. Dal 1997 si posiziona infatti al quarto posto. Tuttavia, come recentemente scritto, se fino al 2013 il trend delle temperature medie in Italia era in lieve discesa, gli anni che seguirono e cioè il 2014, 2015 e 2016 relativamente caldi, hanno di fatto invertito la linea di tendenza che ora, sulle nostre regioni, mostra invece un live aumento della temperatura media. Quindi – prosegue il meteorologo – per aggiornare il discorso delle temperature sul Paese, con l’attuale trend o tendenza dal 1997 al 2016 si è registrato un aumento termico di 0,38° gradi centigradi o 0,19° gradi per decennio. Pertanto, estrapolando, da qui e sino al 2117 (cento anni) la temperatura sull’Italia dovrebbe segnare un aumento di 1,9° centigradi ad invarianza di trend. Ma se analizziamo la sequenza degli ultimi anni a partire dal 2014 (15,97°) per arrivare al 2016 (15,74°) sulla nostra penisola si è registrata nel biennio una diminuzione di 0,23° gradi centigradi. Cosa non di poco conto. A questo punto anche sulle temperature a livello mondiale andrebbe aperto un discorso chiarificatore. A nostro parere la serie delle temperature medie della Terra andrebbe ridisegnata tutta al ribasso. Il motivo è molto semplice. È una questione di correzione dei modelli che calcolano la temperatura terrestre. Si perché in molti di essi, forse la maggioranza, non si tiene conto di due importantissime trascurate variabili generate, se vogliamo, proprio dall’attività umana. Parliamo delle Warming Islands (isole di calore prodotte dalle città) e l’Effetto luci notturne. Per la prima variabile recenti studi effettuati da ricercatori tedeschi e australiani hanno dimostrato che le temperature rilevate nei centri urbani sono molto più elevate rispetto a quelle misurate invece in aperta campagna, lontano appunto dalle città e che a livello annuale possono segnare 1,5°, 2,0° gradi in più rispetto alla zone periferiche lontane. E quindi tutte le temperature rilevate nei centri urbani di tutto il pianeta andrebbero diminuite e di molto. Il secondo effetto, certamente meno influente , è comunque da tener in considerazione. Vi è certamente capitato di osservare la Terra tramite i satelliti o sugli aerei. Di notte la superficie terrestre è un’esplosione di luci, stupende da vedere. Ebbene queste luci emettono calore e riscaldando l’aria falsano le vere temperature. Quindi – conclude Ernani – sommando le misurazioni di queste due variabile se ne deduce che la maggior parte delle temperature, su tutte quelle stazioni locate sulla terraferma e non quelle site in campagna e sugli oceani ovviamente, sono fortemente sovrastimate su gran parte del Pianeta. Per cui…“
Clima, Ernani: il 2016 al quarto posto tra i più caldi negli ultimi 20 anni


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