“L’altra sera hanno dato cinque nomi, tra cui quello di mio figlio – ha aggiunto Alessio Feniello, padre di Stefano che risulta tra i dispersi dell’hotel Rigopiano – c’erano il Prefetto, il presidente della Regione Abruzzo e il questore, se non erro. Sono venuti in aula magna dicendo con arroganza che le notizie le danno solo loro, quello che dicono gli altri sono cavolate. A sentire il nome di mio figlio sono caduto faccia a terra”. “La mattina seguente siamo arrivati in Pronto soccorso sono arrivate le ambulanze, tra cui quella con la ragazza di mio figlio. Si aspettava la quinta ambulanza. Ho penato fino al pomeriggio e ho atteso che qualcuno mi venisse a dire ‘guardate abbiamo sbagliato, abbiamo dato un nome errato, quella persona non si trova'”. Feniello parla di “arroganza senza umanita’ verso un padre che ha il figlio sotto le macerie”. “Una cosa e’ sicura: le istituzioni fanno pena. Nel 2017 non si possono permettere queste cose. Io vado tutti gli anni in Trentino e sono libero di salire e scendere quando voglio, perche’ danno il servizio. Se in Abruzzo non sono in grado di dare questo servizio, per me queste strutture vanno chiuse. E’ inutile che si fa un hotel lussuoso e poi non c’e’ un mezzo per pulire la strada. Ci poteva capitare chiunque”.
Hotel Rigopiano, Alessio Feniello: “Arroganza senza umanità verso un padre che ha il figlio sotto le macerie”


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