Hotel Rigopiano, il geologo Tozzi: “L’albergo era costruito in un posto dove poteva stare? Questa nevicata è anomala, ma non è l’unico caso”

“Questa nevicata famosa non era catastrofica, unica. Le nevicate del 1985 e del 2012 erano simili. Nell’85 a Pescara aveva fatto 13 gradi sotto zero, ce lo siamo solo scordato. Era un evento anomalo, ma che devi mettere nel conto”. Lo ha detto il geologo Mario Tozzi tornando, durante un intervento oggi all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Cassino (Frosinone), alla tragedia dell’Hotel Rigopiano sul Gran Sasso, in Abruzzo. “L’albergo – ha aggiunto – era costruito in un posto dove poteva stare? Per le leggi sì, ma guardatelo un po’ quel posto: ha 800 metri di dislivello sopra, solo due chilometri dal ciglio della scarpata ed e’ l’ampliamento di un rifugio che ne aveva uno gemello appresso che non e’ stato nemmeno toccato dalla valanga. Abbiamo fatto una breve ricognizione: sul rio Gravone c’erano state valanghe, nel rio a sud-est pure. In più, abbiamo trovato un’immagine aerea in cui si vede quel canalone denudato dagli alberi: puo’ essere stata solo una valanga”. Secondo Tozzi, “volendo addebitare all’eccezionalita’ questa situazione, al cigno nero, ci togliamo le nostre responsabilita’. Se questo evento e’ straordinario, io che ci potevo fare. E no, questa scusa non puo’ funzionare più, – ha concluso – perche’ ormai queste cose le raccontiamo e studiamo da anni. C’era da porre piu’ attenzione nella prevenzione”. 

“Siamo un Paese di montagna e con altissimo rischio naturale – ha aggiunto – ma ci illudiamo di essere la Siberia, piatti e senza terremoti. Non e’ cosi’. Quello che ci manca e’ l’incorporazione del rischio naturale nei nostri orizzonti culturali. Il paesaggio dell’Appennino e’ costruito da terremoti. Quello in cui viviamo e’ un paesaggio sismico, ma facciamo finta di essere in spiaggia”. Secondo il geologo e ricercatore del Cnr “possiamo comportarci in modo un po’ diverso dal fatalismo che invece i coglie”.