“Ho addosso orologio braccialetto e catenina di mio figlio. Questo è ciò che mi è rimasto di lui. Grazie a chi? Grazie a Bruno, il direttore dell’hotel? Grazie al presidente della Regione? Grazie al prefetto? Dovete dirmi chi devo ringraziare. Mi batterò fino alla fine, a costo di vendere tutto ciò che ho. Ma qualcuno dovrà pagare. Ho bisogno di avere giustizia, voglio sapere chi sono i responsabili”. Cosi’ Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle giovani vittime della tragedia di Rigopiano, incontrando i cronisti all’ospedale di Pescara. “Chi doveva intervenire prima della tragedia a recuperare quelle persone lassu’ in montagna- ha aggiunto -Chi sono i responsabili? Chi deve evitare che accada questo nel 2017? Di chi e’ la responsabilita’? Non dovevano farli salire. Mio figlio prima di partire ha mandato una mail all’hotel che gli ha risposto di non preoccuparsi perche’ garantivano il servizio. Al cantante del Volo, Gianluca Ginoble, invece, lo stesso giorno l’hotel ha mandato un messaggio in cui si diceva di non andare. E’ una vergogna. Il sindaco ha chiuso le scuole per la neve, ma non ha chiuso l’hotel. Perche’?”
Alessio Feniello poi ha parlato di “un prefetto che mi viene ad annunciare la sera che tra i cinque nomi dei superstiti c’e’ anche quello di mio figlio e che fino alla sera del giorno dopo non ha avuto la dignita’ e il coraggio di venirmi a dire ‘ci siamo sbagliati’. Gli ho chiesto informazioni e mi ha risposto con arroganza, mi ha liquidato come uno straccio. Che persone sono queste? A chi paghiamo lo stipendio? A delle persone disumane”. Al momento è in corso l’autopsia sul corpo di Stefano. La famiglia Feniello ha nominato un perito di parte. I familiari del ragazzo oggi hanno anche incontrato i vigili del fuoco perché Alessio Feniello ha anche detto che il figlio e la fidanzata Francesca avevano deciso di sposarsi e avevano già scelto il ristorante.
