Sono vari i fattori che concorrono a determinare uno stato di assideramento, “a partire dalle condizioni del singolo individuo e dell’ambiente in cui e’ collocato“. A sottolinearlo e’ Paolo Arbarello, presidente del sindacato degli specialisti in Medicina legale (Sismel), secondo il quale non è possibile esprimere una valutazione scientifica sulle cause che hanno portato alla morte le persone presenti all’Hotel Rigopiano al momento della valanga “fino a quando non saranno disponibili i risultati dettagliati delle autopsie e non si conosceranno le condizioni esatte in cui i cadaveri sono stati ritrovati”. “L’assideramento, ed i tempi in cui si determina tale condizione, dipende da vari fattori: innanzitutto – rileva Arbarello – un grande peso hanno l’eta’, la costituzione e le condizioni fisiche del soggetto, ma molto dipende anche dalle condizioni ambientali relative alle temperature ed al luogo in cui il soggetto si trova, ovvero se il soggetto e’ in un luogo ampio oppure in uno spazio molto ristretto o, ancora, se e’ a diretto contatto o se e’ ‘premuto’ dalla neve”.
Dunque, una molteplicita’ di fattori sono importanti perche’ si verifichi l’assideramento, ed anche i tempi in cui tale condizione si manifesta possono variare a seconda delle situazioni: “Se, ad esempio – afferma Arbarello – si e’ sepolti dalla neve, e dunque non si e’ in presenza di bolle d’aria, la morte per assideramento avviene in pochi minuti, ma se ci si trova in un ambiente ampio e con un livello di aereazione buono, come nel caso dei bambini salvati al Rigopiano, allora si puo’ resistere anche molto tempo”. Tuttavia, ribadisce l’esperto, “per poter esprimere un giudizio a carattere scientifico bisogna sommare i risultati dell’autopsia ed i dati relativi al luogo dove i cadaveri sono stati ritrovati. Si tratta, infatti, di variabili molto importanti“. Quanto alle affermazioni del medico legale di parte Domenico Angelucci, che ha riferito come una delle vittime, Gabriele D’Angelo, sarebbe morto assiderato e “se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato”, Arbarello commenta: “Si tratta di un’opinione di un medico, un’opinione rispettabile, ma sempre un’opinione”.
