E’ stata una valanga da 120.000 tonnellate, come 4000 tir carichi, quella che ha investito, a 100 chilometri orari, l’hotel Rigopiano nel pomeriggio di mercoledì. Il calcolo lo fa il servizio Meteomont dei carabinieri, mettendo in evidenza una serie di dati, ancora provvisori, sulla dimensione e la forza d’impatto del muro di neve che ha distrutto l’albergo sotto le cui macerie si cercano ancora 24 persone. Il fronte di distacco della massa nevosa – spiega Alessandra Lemme per LaPresse – aveva una larghezza di 500 metri e una lunghezza di 250 metri, con uno spessore di 2,5 metri. Con una simile altezza, il peso della neve è pari a 200 chili per metro cubo, che moltiplicati per i 200-300 mila metri cubi di neve scesi danno un’idea della massa che si è abbattuta sulla struttura. La valanga è scivolata su un pendio con 35 gradi di inclinazione: quando si è staccata dal pendio pesava 40-60 mila tonnellate, e precipitando a una velocità che ha raggiunto i 100 chilometri l’ora con una pressione di 50-270 Newton, ovvero come 4.000 tir a pieno carico, nei suoi due chilometri di corsa è cresciuta fino a 120.000 tonnellate e all’arrivo, nella cosiddetta ‘zona di accumulo’, ha coperto un’area di 800 metri per 100 di larghezza con 300.000 metri cubi di neve: un manto di neve, famgo, alberi, spesso 4 metri, che esercita un peso di 400 chili per metro cubo.A quattro giorni dal disastro proseguono senza sosta i lavori dei soccorritori che cercano ancora 24 pesone sotto le macerie della struttura. Il maltempo continua a imperversare: dopo la neve e la pioggia, una nebbia fitta copre le pendici del Gran Sasso rendendo impossibile il monitoraggio aereo che serve a dare l’allarme in caso di ulteriori slavine. Il rischio valanghe resta molto alto su tutto l’Appennino abruzzese: al livello 4 in una scala da 1 a 5.
Hotel Rigopiano: valanga potente come 4000 tir a 100 km l’ora


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