Malattie rare: un algoritmo simile a quello del riconoscimento dei volti trova nuove cure

Un algoritmo simile a quello che si usa per il riconoscimento facciale da parte dei computer puo’ servire a identificare nuovi trattamenti per le malattie rare. Lo dimostra, riporta la rivista del Mit Technology Review, il caso della Recursion Pharmaceuticals, una strat up che sta per iniziare il primo test clinico su una cura identificata con questo metodo. Il software viene usato per osservare le cellule con un livello molto grande di dettaglio valutando piu’ di mille caratteristiche, dalla grandezza alla distanza tra le diverse componenti. Il suo algoritmo analizza i risultati di migliaia di test automatici in cui cellule malate vengono messe a contatto con potenziali farmaci, scelti tra molecole gia’ in uso, alla ricerca di eventuali potenziali terapie in grado di farle tornare normali.

Fino a questo momento centinaia di migliaia di cellule malate sono state testate con oltre duemila farmaci, identificando 15 potrenziali trattamenti per malattie rare. Uno di questi, che cura la malformazione cerebrale cavernosa, sara’ testato sui pazienti quest’anno, mentre per altri tre si aspetta l’autorizzazione dell’Fda. “La bellezza di questo metodo – spiega uno degli ideatori, Anne Carpenter -, e’ che nella fase iniziale non ci si deve concentrare su cosa provoca il difetto delle cellule, basta solo trovare qualcosa che lo corregga. Occupandosi solo dopo della parte biologica si guadagna efficienza”.