Dopo l’emergenza neve, peraltro tutt’altro che conclusa, e’ allarme fiumi nelle Marche, anche se per il momento, assicura l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, “non c’e’ un rischio idrogeologico, ma se si sciolgono 4 metri di neve non si puo’ certo escludere. Per cui stiamo monitorando il livello dei fiumi, in particolare il Nera”, che nel settore marchigiano attraversa i comuni di Castelsantangelo, Visso e Ussita. “Il fiume Nera – mette in guardia Gilberto Pambianchi, presidente dell’Associazione italiana di geomorfologia e docente dell’Universita’ di Camerino – e’ passato da una portata di 3 a ben 7 metri cubi al secondo. Dopo i terremoti, l’energia che si libera crea conseguenze nella dinamica in superficie. Dunque sono raddoppiate le portate di fiumi.
Ora sara’ necessario controllare le sorgenti, i versanti, soprattutto quelli dove insistono gli acquedotti, e controllare i fiumi. Quando la neve si sciogliera’ le portate aumenteranno ulteriormente e le valli potrebbero entrare in crisi”. Alta l’attenzione sul livello dei fiumi anche nel Fermano, dove i comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare hanno avviato i controlli sul Chienti, sul Tenna e sull’Ete Vivo e Ete Morto per scongiurare rischi idrogeologici a seguito dello scioglimento della neve caduta abbondante nell’entroterra. Quanto al rischio valanghe, i tecnici stanno valutando quello gia’ lanciato per Bolognola (allerta 4), dove, a supporto del Comune, la Protezione civile ha inviato una squadra di esperti Ineva e della Regione Marche; per la viabilita’ lungo la Sarnano-Sassotetto e per Vallestretta di Ussita, sempre in provincia di Macerata.
“Se non ci fossero le scosse di terremoto – dice la sindaca di Bolognola Cristina Gentili – sarei piu’ che tranquilla. Non e’ la prima volta che abbiamo tutta questa neve, ma con le scosse di terremoto e’ diverso. L’area a rischio e’ all’inizio del paese, ma non incombe sull’abitato. Ci sono i paravalanghe, messi nel 2005 dopo una situazione analoga, ma un pezzo resta ancora scoperto”. Si allenta intanto l’isolamento delle frazioni: tutte raggiunte quelle del Maceratese, mentre nell’Ascolano ne restano una decina ancora isolate. Ma sono ancora moltissimi gli interventi in atto per portare i soccorsi a chi e’ bloccato da giorni dalla neve e senza energia elettrica, anche se le utenze disalimentate si sono ridotte a 3.000. Un 95enne allettato, rimasto senza elettricita’ e al freddo a Santa Maria a Corte, frazione di Comunanza, e’ stato raggiunto con sci e ciaspole e portato in ospedale.
A Case di Cagnano di Acquasanta Terme e’ stato ‘liberato’ un allevatore di 25 anni rimasto per accudire i suoi animali; a Piandelloro di Acquasanta sei persone, fra cui una donna di 90 anni; 15 a Cervara e una Pito, un uomo anziano che necessitava di cure immediate. Raggiunta una persona anche a Case Rotili. Un gatto delle nevi ha soccorso quattro persone in localita’ Giustimana: due sono rimaste nella loro casa avendo animali da accudire. A chi non vuole abbandonare la propria abitazione vengono lasciati viveri e beni di prima necessita’. Non ha voluto andarsene, ad esempio, una 86enne che vive da sola, a parte la compagnia dei suoi animali da cortile, in una frazione di Amandola, Contrada Vidoni. “E’ in ottime condizioni di salute – racconta il sindaco Adolfo Marinangeli -. Erano stati i familiari, che vivono a Roma, ad allertarci. Ma quando siamo arrivati era tranquillissima, anzi, si e’ sorpresa nel vederci. Siamo stati noi a spaventarla…insomma”. Riguardo alla viabilita’, la Salaria e’ stata riaperta al traffico. Vietato il transito ai mezzi con carico superiore a 7,5 tonnellate dal km 145 al 161. Il tratto sara’ riaperto in serata.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?