Nuovo giro di vite sui preparati per dimagrire fatti in farmacia. Un decreto del Ministero della Salute del 22 dicembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 2 gennaio 2017, aggiunge una quarantina di principi attivi all’elenco delle sostanze che non possono essere utilizzate nella preparazione di galenici a scopo dimagrante. Tra questi anche te’ verde, caffeina, fucus, tarassaco, aloe, rabarbaro, finocchio. “A scopo cautelativo“, si legge all’articolo 2, “e’ fatto divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti principi attivi finora noti per essere impiegati nelle preparazioni galeniche a scopo dimagrante, per i quali non esistono studi e lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale che ne dimostrino la sicurezza in associazione“.
Il provvedimento ha indotto Federfarma e la Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi) a scrivere a Ministero e l’Agenzia del farmaco (Aifa) per aprire un momento di approfondimento e confronto sul tema. All’origine del decreto, ci sono i pareri rilasciati nell’agosto scorso dall’Aifa e dall’Istituto superiore di sanita’. “Per i principi attivi menzionati“, scrive l’Aifa, “non esistono studi clinici che ne dimostrino l’efficacia nella terapia del sovrappeso, ne’ studi che dimostrino la sicurezza in associazione tra loro“.
Da antiepilettici come la zonisamide al te’ verde, da antidepressivi come la fluvoxamina al finocchio. Sono dunque queste alcune delle circa quaranta sostanze ‘bandite’ dalle preparazioni galeniche a scopo dimagrante. Il provvedimento ha spinto medici e farmacisti a chiedere un confronto sul tema, e vede nello stesso elenco decongestionanti come la fenilefrina e medicinali usati contro le dipendenze come il naltrexone, ma anche di caffeina, rabarbaro, aloe e te’ verde.
“Sembra vietare – spiega Andrea Mandelli, presidente Federazione degli Ordini dei Farmacisti (Fofi) – tutte le preparazioni nelle quali i principi attivi risultino in associazione tra loro, anche per altre necessita’ terapeutiche. Cosi’ si decreta la fine di quell’attivita’ tradizionale del farmacista che consiste nell’unire principi attivi per alleviare alcune sintomatologie. Ad esempio Senna e Cascara sono da centinaia di anni utilizzate insieme come lassativo. Tra l’altro il decreto non vieta che possano esser comprate separatamente dal paziente e poi unite”. Di qui la richiesta di un tavolo urgente. “Serve un chiarimento, ma sono confidente che il Ministero sapra’ risolvere il problema“. Contrari anche i medici, con il presidente della Societa’ Italiana di Medicina Generale (Simg) Claudio Cricelli che parla di un provvedimento “confusionario e contraddittorio”. “Mette insieme sostanze molto diverse fra di loro. L’obiettivo, correttissimo, e’ eliminare il sottobosco di preparazioni galeniche propinate per dimagrire, perche’ nessuno di quei farmaci e’ in grado di ottenere questo scopo, nel momento in cui non si hanno evidenze scientifiche. Ma di qui a mettere al bando, anche se in maniera ambigua, sostanze molto diverse, come il tarassaco, che si trova comunemente nei campi, e’ esagerato“.


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