Burian della Befana – Un robusto anticiclone di blocco, con massimi prossimi ai 1040 hpa, che dalla Spagna si elonga fino alle Isole Britanniche e al vicino Atlantico, e un profondo ciclone extratropicale, a carattere freddo, poco più a nord, con un minimo barico sui 980 hpa, che dal mar di Norvegia tende a muoversi in direzione della penisola Scandinava. Questa è la classica configurazione di blocco che sovente, quando queste circolazioni depressionarie traslano verso levante, generano le grandi ondate di gelo che nel periodo invernale interessano il nostro continente, coinvolgendo pure i paesi dell’Europa meridionale e persino la fascia del Mediterraneo.

Difatti, proprio in questo caso, sarà questa circolazione depressionaria, attualmente posizionata sul mar di Norvegia, che traslando verso est, in direzione del mar Baltico e della Lituania, entro la giornata di domani, spalancherà le porte all’ondata di gelo che dal nord della Russia europea (Repubblica dei Komi) si fionderà verso le Repubbliche Baltiche, la Polonia e l’est della Germania, per poi puntare la pianura Danubiana e i Balcani, sfondando in direzione delle nostre coste adriatiche e delle nostre regioni meridionali entro la giornata di venerdì 6 gennaio, giorno dell’Epifania.
La massa di aria gelida che negli ultimi giorni si era depositata sulla Repubblica dei Komi, con valori di -35°C -40°C a circa 10 metri dal suolo ghiacciato, non appena la depressione si sarà spostata verso la Lituania e la Bielorussia, comincerà a tracimare verso latitudini più meridionali, come una immensa “cascata” di aria molto densa e pesante, alta non più di 3-4 km, che punterà l’ovest della Bielorussia, la Polonia, l’est della Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, scivolando in seguito verso l’Austria, l’Ungheria, la Slovenia, la Croazia, la Serbia, la Bosnia Erzegovina, prima di versarsi sul mare Adriatico.
Trattandosi di freddo di chiarissima natura “pellicolare”, molto intenso nei bassi strati (solitamente nei primi 2 km), esso quando entrerà nei bassi strati, sotto l’attivazione di intensi venti da N-NE che potranno superare la soglia d’attenzione, si accompagnerà ad un repentino calo delle temperature, anche dell’ordine dei -5°C -6°C nel giro di poche ore. Mentre la quota dello “zero termico” si abbasserà repentinamente fino a livello del mare lungo le nostre regioni adriatiche, e fino ai 200-300 metri fra Salento, Calabria e Sicilia settentrionale.
Questo elemento, davvero molto raro per le nostre regioni più meridionali, farà in modo che nel corso del prossimo weekend (a partire dall’Epifania) ogni tipo di precipitazioni, legata all’instabilità convettiva in aria fredda post-frontale, indotta dal forte “gradiente termico verticale” che si verrà ad originare fra i mari tiepidi e la massa gelida che scorrerà poco sopra la loro superficie, assumerà prevalente carattere nevoso fino alle coste e alle pianure. Tanto da permettere persino accumuli nivometrici, persino in prossimità del mare e sulle spiagge delle nostre regioni adriatiche, della Calabria e anche della Sicilia. Anche in quelle località dove le visite della “dama bianca” sono piuttosto rare.


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