“Strategia spaziale per l’Europa”. E’ questo il titolo della Comunicazione in cui la Commissione europea lo scorso ottobre ha specificato i programmi su cui intende puntare per mantenere un ruolo da protagonista, una strategia ambiziosa che vuole fare dell’Ue un player globale. Il documento è all’esame del nostro Parlamento, con la commissione Attività produttive della Camera che ne ha iniziato la trattazione a inizio dicembre con l’illustrazione del relatore Gianluca Benamati del Pd e che domani ascolterà in audizione il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, forte sostenitore della necessità di dare impulso alla Space Economy, che porterà grandi benefici all’economia e ai cittadini.

L’interesse dell’Europa per lo spazio è cresciuto negli anni (nel Trattato di Lisbona c’è un articolo specifico che prevede l’elaborazione di una politica spaziale europea) di pari passo con gli investimenti (12 miliardi di euro nel periodo 2014-2020), e con il ruolo sempre più incisivo dell’Esa impegnata in programmi e progetti che la vedono al fianco delle principali agenzie spaziali del mondo come Nasa, Roscosmos, Jaxa. Su questa scia a ottobre la Commissione europea ha lanciato una “Strategia spaziale per l’Europa”. La Commissione punta in alto, ma sconta – come ha rilevato nella sua relazione Benamati – un limite nella indisponibilità di risorse sufficienti ad assicurare all’industria europea margini di crescita comparabili a quelli di Stati Uniti e, in prospettiva, di Russia e Cina. Pertanto la Commissione contempla la possibilità di avviare un dialogo con la Banca europea per gli investimenti (BEI) e con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) per sostenere il settore. Dare continuità ai programmi europei come Galileo, Egnos e Copernicus vuol dire dare ai privati quelle certezze di cui hanno bisogno per credere e quindi investire nelle soluzioni spaziali. E la Commissione nel documento conferma il proprio impegno per la stabilità dei suoi programmi di punta: Copernicus per l’osservazione della Terra (con l’obiettivo di un utilizzo più diffuso e sistematico dei dati), il sistema di navigazione satellitare dell’Ue Galileo (per il quale si prefigura l’impiego nel settore della telefonia, delle infrastrutture critiche e dell’aviazione) e Egnos, il servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria che accresce i segnali GPS in Europa, di cui viene preannunciata la terza generazione. In generale, la Commissione punta a integrare lo spazio nelle strategie future riguardanti, per esempio, automobili autonome e connesse, ferrovie, trasporti aerei e aerei senza pilota (UAV).
