Coniugare velocità e trasparenza. E’ su questi elementi che si sta muovendo il governo sull’emergenza terremoto e dopo i danni causati dal maltempo nel centro Italia. Ora si affronta l’emergenza e il premier Gentiloni domani nel suo intervento nell’Aula del Senato ribadira’ che il governo è pronto a fare ogni sforzo per venire incontro alle esigenze dei cittadini colpiti. Per delineare l’intervento normativo in soccorso delle popolazioni Gentiloni oggi a palazzo Chigi il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, il commissario per la Ricostruzione Vasco Errani e il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Evitare le strozzature dell’attuale sistema e rendere più veloci le procedure per le gare d’appalti creando maggiori filtri, intervenire sulla fase delle emergenze e della ricostruzione: il tutto attraverso un lavoro di coordinamento tra gli attori in campo.
Il governo sta valutando se intervenire con un decreto terremoto ad hoc ma la strada scelta potrebbe essere un’altra. Intanto questa sera l’assemblea di palazzo Madama ha deciso di sbloccare la legge di riforma della Protezione Civile, approvata dalla Camera nel 2015. Formalizzata dunque la necessita’ di intervenire con urgenza. Forza Italia comunque attacca: i recenti eventi, terremoti e nevicate record, che hanno interessato il centro Italia “hanno messo in evidenza un preoccupante cattivo stato di salute della protezione civile”. Ma pur dando maggiore spazio di azione alla Protezione l’esecutivo, viene spiegato, evitera’ di assegnare super-poteri per non replicare il ‘caso Bertolaso’, l’ex capo della Protezione civile che si occupo’ della gestione del post-terromoto all’Aquila.
