“Non ne possiamo piu’…non ne posso piu'”. Anche Nadia Moreni, la farmacista di Muccia, la “farmacista con il caschetto” rientrata nel suo esercizio per rifornirsi di farmaci subito il Terremoto di ottobre, ha un attimo di cedimento. La scossa delle 14.30 la coglie mentre e’ al telefono con l’ANSA e si sta preparando ad andare in farmacia per dare il cambio ad un collega. “Ma non finira’ mai? – si chiede -. Prima il Terremoto, poi la neve, ora di nuovo il Terremoto… Almeno questa volta l’epicentro non era qui da noi, in provincia di Macerata, come a ottobre. Ho capito subito la differenza: quando l’epicentro e’ vicino, prima delle scosse si sente un boato, e’ come una bomba che esplode sottoterra, poi arriva il movimento tellurico. Questa volta l’epicentro non e’ qui, ma e’ brutta lo stesso. E’ tutta la mattina a che ‘balliamo’. Il primo istinto e’ di fuggire, ma dove poi? Qui e’ tutto pieno di neve, le strade sono bloccate. Ci sono pochi mezzi al lavoro”. La dottoressa Moreni e’ titolare di quella che una volta era la farmacia nella piazza centrale di Muccia, ora ospitata in un piccolo container, e di una parafarmacia nella frazione Maddalena, al momento sede principale della sua attivita’, “perche’ il container non e’ attrezzato, manca l’elettricita'”. “Scene di panico in strada? No, qui ci sono solo i vigili del fuoco e la Protezione civile. Il resto della popolazione e’ sfollato lungo la costa, tranne alcune famiglie che si sono sistemate nei container in origine destinati agli operai della Quadrilatero, lungo la SS 77”. La farmacista invece ha deciso di restare al suo posto, nonostante tutto, di continuare a svolgere un servizio per la gente. E per rimanere accanto ala madre ultraottuagenaria, ospite di una struttura temporanea di accoglienza per anziani. “Per un po’ con mio marito abbino dormito in garage, poi da un figlio. Ora stiamo attrezzando una tettoia vicino al garage con dei pannelli”. Ma piu’ si prolungano l’emergenza maltempo e quella del sisma, “e peggio e’. Nelle prime fasi almeno, c’era l’adrenalina. Ora e’ subentrata la depressione e vedo tutto nero. O meglio – tenta di scherzare – tutto bianco, un bianco che ti circonda e ti intrappola. Ora aspetto solo il sole, quello vero, ma anche quello dell’anima”.
Terremoto, la farmacista di Muccia: “fuggire? E dove?”


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