Terremoto, il Vescovo di Ascoli domani da Papa Francesco “per avere speranza”

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“Verranno quasi tutti i terremotati, quelli che possono. Saremo una decina di pullman, quindi cercheremo di portare la loro presenza. La parola del Papa, che e’ ci e’ stato sempre vicino, sara’ sicuramente di grande conforto. Anche questi sono gesti che incoraggiano e danno speranza”. Cosi’ il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, parla alla Radio Vaticana dell‘udienza che domani mattina papa Francesco riservera’ nell’Aula Paolo VI alle popolazioni terremotate del Centro Italia. A proposito dell’attuale situazione dei tanti colpiti, mons. D’Ercole sottolinea l'”ottima sinergia”, che “si sta realizzando tra tutte le istituzioni per affrontare queste emergenze che continuano”. “Intanto i nostri cittadini non sono nelle tende, si trovano negli alberghi o nelle case – spiega -. Ci stiamo assicurando che tutti possano avere un tetto e la possibilita’ di essere riparati dal freddo che ormai sta arrivando. Tutto questo e’ possibile grazie alla collaborazione delle Istituzioni e dei comuni che mostrano impegno”. I terremotati, racconta, hanno intanto vissuto le feste “con una certa tristezza, ma anche con grande solidarieta’ perche’ noi abbiamo cercato di stare con loro. Ho celebrato la Messa della notte di Natale con loro; abbiamo messo in atto varie iniziative perche’ non si sentissero soli e, vedere spuntare un sorriso sul volto di persone anziane che rimpiangevano le loro case distrutte o di bambini che si trovano spaesati magari negli alberghi fuori dai loro contesti, per noi e’ stato il segno che qualcosa insieme si puo’ fare”. E a proposito dell’impegno della diocesi, spiega che “c’e’ una presenza costante di volontari – sono piu’ di 150 – che stanno incessantemente accanto a loro. Stiamo accogliendo vari gruppi che vengono da ogni parte di Italia a trascorrere alcuni giorni qui. Sono venuti tanti giovani dalla Puglia, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna? Stiamo mettendo in atto dei progetti che non siano interventi momentanei, ma che facciano parte di un percorso che duri per tutto l’anno e anche oltre”. Ad esempio, aggiunge, “stiamo mettendo in atto la ‘bottega della speranza’ che raggruppa varie iniziative che riguardano i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani e anche coloro che hanno degli handicap. Per ognuno di loro stiamo lavorando per trasformare il Terremoto da un disastro geologico e morale, che ha distrutto le persone, in un’opportunita’ per creare qualcosa di nuovo”.