Valanga Hotel Rigopiano, i 4 bambini arrivati a Pescara. Le prime parole di Ludovica: “voglio i miei biscotti”

Sono arrivati all’ospedale di Pescara in ambulanza i 4 bambini estratti dall’Hotel Rigopiano. Sono in discrete condizioni di salute, secondo quanto apprende l’ANSA da fonti sanitarie. I medici in questo istante li stanno visitando. I piccoli sopravvissuti sono arrivati dapprima a Penne a bordo di ambulanze e poi sono stati caricati sul velivolo che li attendeva vicino al Centro di coordinamento dei soccorsi per portarli all’ospedale di Pescara.

Il quarto bimbo trasportato all’ospedale di Pescara, dopo essere stato estratto dalle macerie hotel Rigopiano, e’ Samuel Di Michelangelo, 7 anni, figlio del poliziotto di origine abruzzese che vive a Osimo (Ancona). La conferma viene da fonti delle forze dell’ordine. Nello stesso ospedale di Pescara sono ricoverati altri tre bambini estratti vivi: i fratelli Gianfilippo e Ludovica Parete e Edoardo Di Carlo.

Voglio i miei biscotti“. Questa la prima richiesta di Ludovica, 6 anni, la figlia di Giampiero Parete, l’uomo di 38 anni che per primo ha lanciato l’allarme dall’hotel di Rigopiano. A riferire le parole della bambina, estratta viva questa sera dalle macerie, e’ Quintino Marcella, amico e datore di lavoro di Giampiero, che ha parlato al telefono con lei. “Ha chiesto i suoi biscotti, i suoi preferiti. La bambina sta bene. Certo, la famiglia Parete e’ provata, ma Gesu’ ha riconsegnato loro quello che hanno seminato, perché sono delle persone stupende“.

Dopo 43 ore di silenzio sospeso tra paura, lacrime e speranza, la forza della vita ha squarciato quel misto di freddo e di macerie che aveva inghiottito la mamma Adriana e i suoi due figli, la piccola Ludovica, di sei anni, e Gianfilippo, di otto. Al marito, Giampiero Parete, forse il destino, quel mercoledì 18 gennaio, ha assegnato il compito piu’ importante: quello di sopravvivere indenne al disastro e di lanciare l’allarme non solo per la sua famiglia ma per una comunità di 35 persone rimaste sotto l’ enorme valanga dell’hotel Rigopiano, a Farindola, sulle montagne del Pescarese. Dopo piu’ nulla. L’urlo dei soccorritori arriva intorno a meta’ mattinata del 20 gennaio: sono vivi, sono sei. Per primo riemerge dal fondo Gianfilippo poi Adriana. “Cercate la bambina, nell’altra stanza“, dice la donna. Sono i Parete. La corsa verso l’ospedale di Pescara dove li attende Giampiero e l’abbraccio liberatorio. Gianfilippo mangia una pizzetta, ride, riferiscono i sanitari, sta bene. Manca solo lei, Ludovica, la ‘principessa’ che aveva festeggiato il compleanno il 13 gennaio. Le voci si rincorrono per tutta la giornata sul suo ritrovamento. Gli amici ma anche tanti sconosciuti sulla pagina facebook del papa’ mandano messaggi di incoraggiamento: “Aspettiamo solo la piccola principessa“, scrive Fabio Disabitato. E una giovane: “Sono una volontaria del soccorso, ci ho sperato tanto, ora aspettiamo Ludovica spero che tra un po’ potrete riabbracciare anche lei, vi abbraccio tutti da Alba Adriatica“. Un’altra donna, Rossella Ballarin, scrive: “Ragazzi stiamo pregando per Voi speriamo che tutto finisca nel migliore dei modi che Dio vi aiuti ancora“. “Una grande emozione. Un vero miracolo. Assicuro che preghiere sono arrivate da tutto il mondo, in tutte le lingue e in tutte le religioni. Qualcuno questa volta ci ha ascoltati“, scrive Luigi Grasso. Una pagina sulla quale Giampiero il 16 gennaio scorso pubblica un video in occasione del compleanno della figlia e scrive: “Una bellissima festa dedicata ai 6 anni della nostra Ludovica. Il mestiere piu’ bello del mondo e’ fare i genitori“. Ora continuera’ a farlo per i suoi due bambini. La loro storia, destinata a rimanere indelebile nei cuori di tutti, ha inizio alle 17,40 di quel 18 gennaio. Giampiero e la sua famiglia sono ospiti dell’hotel a quattro stelle famoso tra i vip e per quell’area benessere con vista mozzafiato. La neve che ha coperto le strade impedisce a lui e agli altri ospiti di lasciare la struttura. Aspettano lo spazzaneve che non arrivera’ mai. Per un caso, per quelle medicine in macchina che servono alla moglie, lui esce. Poi l’inferno bianco che viene giu’. Lui e’ fuori. Indenne. Dentro i suoi. Li ha persi. Poi tutti e quattro di nuovo insieme. Ma non e’ finita. Sono momenti di angoscia e speranze. E i Parete sperano che anche altri, come loro, possano presto riabbracciarsi.