Il Messaggero ha pubblicato la trascrizione dell’audio di una delle tante telefonate tra il ristoratore Quintino Marcella e le autorità preposte ad attivare i soccorsi. In una di queste telefonate, un’operatrice della protezione civile avrebbe minacciato Marcella di un’accusa di “procurato allarme”, con la convinzione che non fosse accaduto nulla. Proprio in quelle ore si perdeva tempo prezioso per raggiungere l’Hotel Rigopiano. Marcella, infatti, non è stato creduto. La telefonata è delle 18:20 di mercoledì 18 gennaio, l’ennesima di Marcella che già in precedenza aveva tentato di lanciare l’allarme ad altri numeri. Marcella chiama l’operatrice e afferma: “Mi ha chiamato un mio amico, è crollato l’Hotel Rigopiano, ha moglie e figli. Ci sono altre persone“. La risposta dell’operatrice: “Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l’albergo, la notizia è stata smentita, è una delle tante bufale di questi giorni“. Marcella ribatte: “Ma come? Se il mio amico ha detto che l’albergo è crollato deve essere così“. L’operatrice: “Mi dia il numero lo chiamo io“. Marcella risponde: “Guardi che lassù non prende bene, cade la linea“. “Allora è uno scherzo“, ribatte l’operatrice. E Marcella ribatte: “Uno scherzo del genere con il suo telefono?“. “Glielo avranno preso per fare uno scherzo“, conclude la donna al telefono.
Valanga Hotel Rigopiano, la telefonata shock: “Ancora con questa bufala? Non è crollato nessun albergo”


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