“Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall’albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l’hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all’edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell’albergo ricoperto dalla neve“. Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della valanga sull’hotel Rigopiano, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto. “Ho provato a entrare dentro – dice ancora Parete – ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell’albergo e insieme abbiamo lanciato l’allarme. Dall’interno dell’hotel non ho sentito alcun rumore o movimento“.
“Giampiero mi ha chiamato alle 17.40 chiedendo aiuto disperatamente. Diceva: ‘e’ caduto l’albergo’. Mi sono attivato subito e ho chiamato i soccorsi. Sono stato in contatto con lui piu’ di una volta tramite messaggi e telefono fino alle 23. Poi non ci siamo sentiti piu’. Mi ha richiamato questa mattina da Rigopiano per dirmi che l’avrebbero portato a Pescara con l’elicottero. Sta bene, ma e’ confuso e piange disperato perche’ e’ preoccupato per i suoi due figli di 6 e 8 anni e per la moglie Adriana. E’ una bellissima famiglia. Sono delle persone fantastiche“. Cosi’ Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro da tanti anni di Giampiero Parete, superstite della valanga che ieri pomeriggio ha colpito l’Hotel Rigopiano, a Farindola (Pescara). Parete, 38 anni, e’ ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. “Ho chiamato la polizia – ha spiegato il ristoratore – che mi ha passato una coordinatrice della prefettura la quale mi ha detto ‘abbiamo parlato due ore fa col direttore dell’albergo e li’ non c’e’ nulla’. Io ho insistito affinche’ mandassero i soccorsi, ma mi e’ stato detto che non era successo nulla. Ho provato a chiamare anche gli altri e forse questo ha ostacolato il ritardo nei soccorsi. Ho chiamato tutti, 113, 112, 118, 117, 115, oltre a messaggi ad amici e in paese. A Giampiero dicevo che stavamo arrivando, non pensavo ci fossero tutte queste difficolta’“.
“Era arrivato sonnolento da ipotermia. Ora ha raggiunto la temperatura normale, lo alimentiamo per bocca. Sta bene ed e’ fuori pericolo. A me non ha chiesto nulla della moglie e dei figli. E’ relativamente tranquillo. Lo abbiamo sistemato in una parte riservata del reparto ed e’ coi genitori. E’ assistito dagli psicologi“. Lo dice Tullio Spina, primario della Rianimazione di Pescara, dove e’ ricoverato Giampiero Parete, superstite della valanga sull’hotel Rigopiano. A Pescara gia’ dalla notte sono stati creati dei posti letto aggiuntivi in Rianimazione per gestire l’emergenza e trattare eventuali feriti provenienti da Rigopiano, cosi’ come posti sono stati messi a disposizione dalle altre rianimazioni della regione.


























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