Viaggio in Africa, nel Parco Nazionale del Kilimangiaro [GALLERY]

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Siamo nel Parco Nazionale del Kilimangiaro, definito da Ernest Hemingway, nel famoso racconto “Le nevi del Kilimangiaro” “vasto come il mondo intero, alto e di un bianco accecante al sole”. Una delle maggiori mete turistiche dell’Africa, comprende montagna più alta dell’Africa (in realtà è uno stratovulcano con tre coni, il più alto, Kibo, posto a 5895 metri sul livello del mare), il cui picco, ricoperto da neve e ghiaccio perenne, ha simboleggiato l’Africa e ispirato moltissimi raccoti e leggende nel corso dei secoli. Diventato parco nazionale nel 1973, il Kilimangiaro è stato inserito all’interno dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987 (e ampliato nel 2005).

KILIMANGIAROCoprendo attualmente un’area di oltre 75 mila ettari, è dotato di una vegetazione vasta e ricca di specie, distinguibile in quattro zone: la zona della foresta pluviale, dominata dagli alberi ad alto fusto; la zona della brughiera (da 2.700 m a 4.000 m), abitata prevalentemente da specie arbustifere; la zona del deserto d’alta quota (da 4.000 m a 5.000 m), desertica e desolata; la zona sommitale (da 5.000 m a 5.895 m), spesso coperta dalle nevi e soggetta a condizioni climatiche estreme.A cosa si deve il nome Kilimangiaro? Gli esploratori europei adottarono questo nome nel 1860, affermando che questo così veniva chiamata la montagna in lingua swahili, supponendo che Kilimangiaro si potesse scomporre in Kilima (che in swahili significa “collina”, “piccola montagna”) e Njaro che, per alcune teorie, è un’antica parola swahili con significato di bianco o splendente, mentre per altri è una parola di altre origini. Vi sono infatti affermazioni che la parola “Kilemakyaro” esiste nella lingua dei Chagga, che significa “viaggio impossibile”.

KILIMANGIARO 2Ma la verità nessuno la conosce veramente, tanto che viene anche appellata come “Montagna di grandezza” (Mountain of Greatness). Il Kilimangiaro, che doveva rimanere una montagna di mito e superstizione nel corso dei secoli, uno dei grandi segreti all’interno del “continente nero”, è ricchissimo di specie animali: sono state censite oltre 140 specie di mammiferi incluse 7 specie di primati, 25 di carnivori, 25 di antilopi e 24 specie di pipistrelli. Nella zona delle falde, sopravvive una popolazione di qualche centinaia di elefanti e non è raro incontrare anche qualche esemplare di bufalo nero e di leopardo . Tra i mammiferi che popolano la foresta pluviale vanno menzionate differenti specie di primati: il babbuino, il cercopiteco, il colobo orsino, la guereza (ed alcune specie di Galago. Al di sopra della linea degli alberi, le specie di mammiferi più significative sono l’antilope alcina e  l’antilope di Abbot. Sono reperibili inoltre numerose specie di roditori, quali il Dendrohyrax arboreus, e di insettivori.

KILIMANGIARO 4Tra gli uccelli, un cenno particolare merita lo storno di Abbot (Poeoptera femoralis), molto raro al di fuori di questa area. Merita menziona una rara specie di farfalla, la Papilio sjoestedti, nota anche come Kilimanjaro swallowtail, che vive, oltreché sul Kilimangiaro, anche a Ngorongoro e sul Monte Meru, e una sua sottospecie di colore nero, la Papilio sjoestedti ssp. atavus, che si trova solo sul Kilimangiaro.La strada per salire in cima alla maestosa vetta è una vera e propria autostrada del trekkinh, con soste programma te e rifugi spartani, in cui è fondamentale il ruolo di porters che spesso trasportano , sulle spalle e sulla testa, zaini, patate, carote, taniche di acqua e legna. La loro è una storia particolare, costituendo la vera anima delle ascensioni al Kilimangiaro. Consumano da anni le strade, spesso con equipaggiamenti inadeguati, trasportando pesi impensabili, pagati con cifre irrisorie …eppure si incontrano sempre sorridenti ed il loro saluto “jambo” accompagna, come una musica di sottofondo, le lunghe ore di cammino.