L’apertura dell’Europa alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell’area investita da Xylella fastidiosa in Puglia è una prima risposta positiva agli olivicoltori che ormai da più di tre anni convivono con una produzione compromessa che ha forti ripercussioni sui redditi aziendali. Così la Cia-Agricoltori Italiani in relazione all’incontro Andriukaitis-Martina a Bruxelles. “Un segnale che auspichiamo possa diventare presto operativo -spiega la Cia- e tradursi nell’abrogazione del divieto di reimpianto nelle zone infette delle province di Lecce e parte del territorio di Brindisi e Taranto. Allo stesso modo, chiediamo di rimuovere l’obbligo della termoterapia sulle barbatelle di vite, considerati primi risultati scientifici pervenuti”. “Questo nuovo approccio dell’Ue rappresenta una speranza di ripresa economica e produttiva proprio dove la patologia ha falcidiato un intero patrimonio olivicolo, ma la volontà di impiantare nuovi uliveti – continua la Cia- è anche sinonimo di una voglia di riscatto e di recuperare un giusto rapporto con l’ambiente e il territorio da parte degli agricoltori. Intanto sosteniamo con forza che la ricerca continui a lavorare intensamente sull’individuazione di varietà più tolleranti al batterio, tanto più che il problema Xylella in campo è tutt’altro che risolto -avverte la Cia- come dimostrano i nuovi focolai che si segnalano sul territorio.
Xylella, CIA: positiva l’apertura UE al reimpianto di nuovi ulivi


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