Domani, nei paesi che adottano il calendario gregoriano, sarà il 1° marzo 2017. Un anno fa però, era il 29 febbraio del 2016, e quattro anni prima il 29 febbraio 2002. Come ogni anno, a fine febbraio, si ripete la particolarità di un giorno che esiste soltanto ogni quattro anni, negli anni cosiddetti “bisestili”. Il 29 febbraio infatti, esiste soltanto negli anni divisibili per 4, fatta eccezione di quelli divisibili per cento (come il 1800 o il 1900). Anche gli anni divisibili per 400 sono bisestili, ed è stato il caso dell’anno 2000.
Ma perché esistono anni bisestili? Un anno, cioè il tempo necessario alla Terra a compiere un moto completo di rivoluzione intorno al Sole (365 giorni), è in realtà un po’ più lungo. Ciò vuol dire che il tempo che passa fra due passaggi consecutivi del Sole sullo stesso punto di riferimento astronomico dalla Terra, è leggermente maggiore di 365 giorni. Approssimando, questo scarto è di circa 6 ore in più ogni anno. Ogni quattro anni quindi, si accumulano 24 ore di differenza fra l’anno reale, quello cioè dettato dalla posizione del Sole rispetto alla Terra, e il nostro calendario civile. A questo scopo è stato inserito l’anno bisestile, che aggiungendo 24 ore all’anno “normale” di 365 giorni, permette di recuperare lo scarto. L’aggiunta di un giorno avviene a febbraio, inserendo questa data speciale: il 29 febbraio.
Una data che affascina, e che può lasciare a molti il dubbio su quando festeggiare compleanni o ricorrenze. In molti lo fanno il giorno prima ed altri il giorno dopo. Questo dovrebbe farci riflettere su come il calendario è una nostra convenzione per “inquadrare” il tempo, qualcosa di più mobile e complesso di quanto si possa pensare.


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