Le colichette del lattante sono un disturbo che colpisce circa il 10% dei bebè nei primi mesi di vita. Il bimbo, all’improvviso, senza causa scatenante, comincia ad essere irrequieto e a strillare, diventando pallido o cianotico; stringe i pugni, flette le gambe sull’addome. Si parla di colica del lattante quando le crisi di pianto durano più di tre ore al giorno, per più di tre giorni alla settimana, per tre settimane consecutive. Questa è la cosiddetta “regola del tre”, coniata nel 1954 dal dottor Wessel e più recentemente rivista da un gruppo internazionale di gastroenterologi pediatri che ha suggerito, nei cosiddetti criteri Roma III, che per fare diagnosi di coliche del lattante è sufficiente, una volta escluse altre cause, che le crisi di pianto si protraggano per almeno una settimana.
Quali sono le cause delle colichette del lattante? Intolleranza al latte (al lattosio) o allergie a cibi assunti dalla mamma (es. proteine del latte vaccino), eccessiva deglutizione d’aria, legata alla fame e alla non perfetta coordinazione della suzione, alterato equilibrio tra i batteri che compongono la flora intestinale (il microbiota) problemi ormonali (es. maggiore produzione di motilina, che causerebbe contrazioni intestinali più intense. La motilina è tra gli ormoni che regolano l’attività motoria dell’intestino), il fumo passivo, l’ansia dei neogenitori. Cosa fare per alleviare il pianto inconsolabile del piccolo? Occorre armarsi di pazienza, magari mettendolo all’interno di una fascia in modo da rilassarlo col calore e col respiro materno, dandogli compagnia con la nostra presenza.Consigliata la marsupioterapia: luci soffuse, serenità, calore e ritmo del battito cardiaco riducono il piano.
Il primo fondamentale passaggio è riuscire a calmare il bebè. Tutti i trucchi sono leciti: ciuccio, passeggiata, tenerlo in braccio, attaccarlo al seno, allontanando le fonti di stress. Si a tisane e preparati ad azione spasmolitica e carminativa: es. finocchio, camomilla, anice verde e melissa; e a massaggi rilassanti, in modo da attenuare lo spasmo e favorire il passaggio dell’aria. Ungetevi le mani con olio di mandorle dolci, massaggiando il piccolo dappertutto, magari cantandogli una ninna nanna. Normalmente siamo abituati a cullare i piccoli a pancia in su. Proviamo, invece, a girarlo, tenendo una mano sotto la sua pancia, la testa del bebè poggiata sul nostro avambraccio e il sederino all’aria. Anche il ruttino aiuta.
A peggiorare il fastidio delle coliche potrebbe incidere, infatti, l’aria che il piccolo ingoia quando piange. In questo caso basta semplicemente poggiare la sua testa sulla spalla e procedere con piccoli e ripetuti colpetti sulla schiena finchè il bimbo non si sarà liberato. D’aiuto il rumore bianco (white noise) che si esegue, ad esempio, posizionando il bebè vicino ad una radio non sintonizzata o accanto ad una lavatrice in funzione…. Un rumore quasi ipnotico che, in qualche modo, emula l’ambiente rasserenante e attenuato della pancia della mamma. Se il bimbo piange per colichette, fascialo, in modo che non possa svincolare gambe e braccia, ma senza fargli male, per donargli calma e sicurezza.Se le crisi di pianto persistono, non esitate a contattare un pediatra. Solo nei casi più severi occorrono farmaci antispastici mentre in alcuni casi sono utili i probiotici.


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