Decreto terremoto ed emergenza maltempo, l’on. Fusilli replica al collega Di Stefano

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L’on. Di Stefano si meraviglia della soddisfazione del Presidente Luciano D’Alfonso per il decreto sul terremoto varato il 2 febbraio – si legge in una nota -. Noi ci sorprendiamo della sua meraviglia, ma soprattutto del fatto che il centrodestra continui a confondere il provvedimento sul sisma con l’emergenza maltempo”.

“Chiariamo anche all’on. Di Stefano che i risarcimenti per i danni derivanti dal maltempo di gennaio sono stati inclusi nella delibera del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio con la quale è stato dichiarato lo Stato di emergenza, come già accaduto con l’emergenza maltempo del marzo 2015. Nella delibera sono riconosciuti tutti i danni diretti a cose pubbliche e private che abbiano un rapporto di causa/effetto con il maltempo. Per i danni indiretti si attende una quantificazione oggettiva, cui corrisponderà una copertura normativa e finanziaria che nelle prossime settimane la Regione Abruzzo elaborerà d’intesa con le altre Regioni coinvolte, con la Protezione civile e con gli organi governativi preposti”.

“Il decreto sul terremoto, invece, è stato emanato giovedì 2 febbraio e riguarda – come recita il titolo – “nuovi interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017”. Dunque non ha nulla a che fare con il maltempo. A tal proposito, condivido pienamente la soddisfazione del Presidente D’Alfonso poiché esso contiene misure importanti: la semplificazione procedurale della ricostruzione, in particolare per quello che riguarda le scuole; il sostegno alle persone fisiche e agli oneri di vita delle imprese, compresi quelli fiscali; la “busta paga pesante”; 35 milioni di aiuti diretti per il mancato reddito delle imprese di allevamento; misure a favore dei più deboli e la proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre”.

Consigliamo all’on. Di Stefano – conclude la nota – meno meraviglia e più attenzione nella lettura dei provvedimenti governativi, come ci si aspetta da un parlamentare della Repubblica”.