Eutanasia, Ordini dei medici: inaccettabile ma la scelta di Dj Fabo è una sconfitta per tutti

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I medici “non possono favorire nessun atto che possa provocare la morte, come precisa il Codice deontologico. Sulla contrarietà all’eutanasia da parte dei camici bianchi non ci sono dubbi. Ma la morte di Dj Fabo è una sconfitta per tutti, perché vuol dire che non siamo riusciti a fare abbastanza per aiutare e dare sollievo a lui e ai suoi familiari“. A parlare all’AdnKronos Salute è Maurizio Scassola, vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), dopo il suicidio assistito in Svizzera del l’ex Dj diventato il simbolo della battaglia a favore dell’eutanasia. “La nostra reazione alla vicenda – spiega Scassola – è quella di una grande partecipazione al dramma personale e al dolore della famiglia. Per noi rimane inaccettabile, però, qualsiasi atto di accompagnamento attivo alla morte da parte di un medico. Il Codice deontologico è molto chiaro a proposito“. Detto ciò, secondo il vicepresidente della Fnomceo, non ci si può girare dall’altra parte di fronte ad episodi simili. “Quando c’è una scelta del genere – sottolinea il medico – vuol dire che abbiamo fallito in qualcosa, che non si è riusciti a dare abbastanza in termine di terapie, di accoglienza, di organizzazione. E dobbiamo sempre interrogarci su questo. E’ un preciso dovere quello di cercare di migliorare le risposte su come sostenere le persone in condizioni estreme. E le loro famiglie che, non dobbiamo dimenticarlo, soffrono insieme al loro caro. Si tratta di una questione che il Paese deve affrontare con molta determinazione, con più sforzi e risorse. E’ una questione di civiltà“.