Le crespelle o crepes: un must culinario del giorno della Candelora

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In Francia le crepes sono il simbolo tradizione di amicizia ed alleanza; tanto da essere offerte dai mezzadri ai loro padroni, in occasione della festa della Chandeleur (Candelora) come simbolo di buon auspicio e prosperità. Secondo la tradizione, per richiamare a sé la ricchezza e realizzare i propri desideri, occorre tenere in mano una monete e, allo stesso tempo, afferrare con destrezza la padella, facendo roteare la crepe in aria senza farla cadere a terra. Ma quali sono le origini del piatto? Si narra che le crespelle siano nate in Italia nel V secolo d-C. , quando papa Gelasio, per sfamare numerosi pellegrini francesi giunti a Roma, ordinò ai cuochi papali di impastare grossi quantitativi di uova e farina, realizzando questo “cibo rinvigorente d’emergenza”.

CREPES 1Le sfoglie di pasta fritta, chiamate “arricciate” dagli stessi fedeli, si sono arricchite col tempo di nuovi ingredienti: la crepe Suzette, prevede, ad esempio, anche salsa d’arancia e liquore e circa le sue origini sono sorte varie leggende. Secondo una di esse, è nata da un piccolo inconveniente capitato al giovane apprendista Henri Charpentier, a servizio del grande chef Auguste Escoffier al Cafè de Paris di Montecarlo: il giovane, mentre preparava una crêpe per il Principe del Galles, Eduardo VII, rovesciò del liquore sulla crêpe che, a contatto con il fuoco, si infiammò. Per non fare aspettare ulteriormente il Principe, il giovane Henri assaggiò il dolce e trovandolo squisito, lo mandò al tavolo del Principe, il quale ne rimase talmente entusiasta che chiese il bis. Finito il pranzo il Principe chiese il nome del delizioso dessert che gli era stato servito e gli fu risposto che il nome era “Crêpe Prince de Galles”; il Principe invece chiese che il dolce venisse chiamato Suzette, in onore di una ragazza, figlia di un suo amico, che quel giorno stava pranzando con lui.

CREPES 3Un’altra versione, invece,  attribuirebbe la nascita delle crêpes Suzette al maître Josèph del ristorante “Marivaux” di Parigi; monsieur Joseph, nel 1897, mentre preparava il dolce per gli attori dell’opera, decise di fiammeggiare delle crêpes e di dedicarle all’attrice francese Susanne Reichenberg, che recitava con il nome di Suzette. Nella zona mitteleuropea le crêpes sono chiamate palatschinken (in versione dolce o salata); nel nostro Paese troviamo le miacce della Valsesia, i paradelli della Valtellina e le “scrippelle ‘mbusse” della provincia di Teramo, in Abruzzo, primo piatto preparato nel periodo di Carnevale: sono preparate delle cialde molto sottili con farina, acqua e uova, poi arrotolate con all’interno il formaggio pecorino d’Abruzzo e immerse nel brodo di gallina bollente. Ecco la ricetta delle crepes della Candelora: 250 grammi di farina, 4 uova, 500 ml di latte, 50 grammi di burro, un cucchiaino di rum, zucchero a velo vanigliato. In una ciotola mettete la farina, aggiungendo il latte, sbattendo il tutto con una frusta, con l’aggiunta di sale, burro, rum, uova. Lasciate l’impasto in frigo per un’ora circa, ungere la padella con poco olio e cuocere, spolverizzando con lo zucchero a velo.