Medicina: “Settimana di Cardiologie aperte” in 150 ospedali d’Italia

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Porte aperte per la salute del cuore in 150 ospedali italiani, che dal 12 al 19 febbraio aderiscono all’ottava campagna nazionale ‘Settimana di Cardiologie aperte‘ promossa da Fondazione Per il tuo cuore Onlus e Anmco, l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri. Da Nord a Sud della Penisola, isole comprese, torna l’appuntamento di screening cardiologico nelle strutture ospedaliere (l’elenco è online su www.periltuocuore.it), nell’ambito del progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare ‘Banca del cuore’. Al termine dei controlli, a tutti i cittadini e ai pazienti che si recheranno nelle Cardiologie aperte verrà consegnato gratuitamente il ‘BancomHeart’, la card di Banca del cuore. Uno strumento unico al mondo – sottolineano i promotori dell’iniziativa – che permette a chi lo possiede di prendersi cura meglio del proprio cuore, anche lontano da casa, in viaggio o quando non si ha la possibilità di raggiungere il proprio medico. Le informazioni mediche raccolte sono conservate nella Banca del cuore, cassaforte digitale sempre consultabile. BancomHeart, grazie alla password segreta conosciuta solo dall’utente, consente infatti di connettersi alla Banca del cuore, via Internet dall’Italia e dall’estero, e di vedere o scaricare il proprio elettrocardiogramma e i propri dati clinici ogni volta che lo si desidera. Fiore all’occhiello di quest’anno il ‘Truck tour Banca del cuore’, che in questi giorni affronta la prima tappa sanremese e che nei prossimi 8 mesi toccherà oltre 30 città italiane. “L’evoluzione di una prevenzione cardiovascolare che si sposta ‘porta a porta’ a casa degli italiani”, afferma Michele Gulizia, ideatore del progetto, direttore della Struttura complessa di cardiologia dell’ospedale ‘Garibaldi-Nesima’ di Catania e responsabile settore operativo del ‘Progetto di prevenzione nazionale Banca del cuore. “La prevenzione rimane la migliore cura per la nostra salute soprattutto per un organo importante come il cuore – prosegue Gulizia – In questi anni di campagna molti italiani l’hanno compreso e attendono Cardiologie aperte per effettuare gli screening di prevenzione e assistere ad importanti momenti di incontro con esperti di cardiologia. La vera e propria rivoluzione sanitaria è fare prevenzione in modo capillare, in piazza, una sensibilizzazione che va oltre le mura delle strutture ospedaliere. Non solo si abbattono i costi sanitari, ma soprattutto si genera la consapevolezza e la cultura della prevenzione, grazie alla quale si evitano morti improvvise e malattie croniche e invalidanti”. “Il cuore degli italiani soffre delle stesse malattie e con la stessa incidenza di quelle che colpiscono quello degli europei – dichiara Attilio Maseri, presidente della Fondazione Per il tuo cuore Onlus – La malattia più diffusa è indubbiamente la cardiopatia ischemica, che si può manifestare acutamente con un infarto miocardico acuto o una morte improvvisa, ma che nei tanti casi che riusciamo a salvare diventa una forma cronica, con la presenza o meno di una angina pectoris. La Settimana di Cardiologie aperte ci ha dimostrato in questi anni come sia importante arrivare a incontrare direttamente i cittadini, non solo in una situazione di sofferenza cardiaca, ma prima che la patologia si manifesti”. “Anche per questa edizione – conclude Andrea Di Lenarda, presidente nazionale Anmco – sono previste tante iniziative in tutte le città che hanno aderito alla campagna, molte delle quali rivolte alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e all’educazione a un corretto stile di vita che permetta di avere un cuore sano. A queste si aggiungono dibattiti e incontri con i cittadini all’interno delle stesse strutture ospedaliere e nei teatri, cinema e scuole coinvolte dall’iniziativa. La Banca del cuore rappresenta un’iniziativa di grande rilevanza e impatto per la popolazione italiana, motivo per cui anche la nostra associazione promuove con forza questo progetto per il suo alto valore educativo e per il suo forte messaggio in favore della salute dei nostri pazienti”.