Sanità, studio: in caso di maxi emergenze gli ospedali italiani sono poco preparati

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Nella catena di risposta sanitaria alle maxi emergenze l”anello debole’ sembrano essere gli ospedali. Lo spiega Francesco Della Corte, direttore del Crimedim, il Centro ricerche per le emergenze e la medicina dei disastri dell’Università del Piemonte Orientale, in una ricerca in cui è stata valutata la preparazione di un campione di 15 strutture ospedaliere rappresentative su tutto il territorio nazionale ottenuta secondo i parametri dell’Oms. Dallo studio – che sarà presentato oggi al convegno ‘Sistema sangue e Maxi-Emergenze’, organizzato a Roma – dal Centro Nazionale Sangue a Roma – è emerso che solo 3 degli ospedali esaminati hanno raggiunto un punteggio considerato sufficiente. La media del punteggio riportata dagli ospedali esaminati è risultata 104, quando il minimo per la sufficienza è 129, mentre il voto più alto registrato è stato 148 su un massimo di 184. I dati italiani, secondo Della Corte, sono in linea con quelli ottenuti da ricerche simili in altri paesi europei. “I nostri dati – dice l’esperto – non possono essere dimostrativi in senso assoluto della impreparazione del sistema ospedaliero alla maxiemergenza perché il campione è limitato, anche se comprende diversi ospedali tra i più grandi in Italia, ma l’aver usato un questionario validato e la valutazione in presenza aggiunge sicuramente elementi di sostegno importanti. Le carenze principali riguardano la catena di comando e controllo e l’interazione tra gli stakeholders, che pur se scritta nei piani non viene mai testata. L’altra carenza importante è l’aspetto formativo che è nella maggior parte dei casi totalmente disatteso”. Per intervenire sulle carenze, sottolinea Giovanna Esposito, presidente della Federazione italiana medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc), c’è bisogno di una formazione specifica agli ospedali. “Il ruolo della società scientifica – ricorda – è quello di fornire dei mezzi per migliorare i percorsi nelle emergenze, la Fimeuc ha al suo interno un gruppo di lavoro per elaborare un linguaggio comune e delle strategie da usare nel caso di maxi emergenza per tutti gli operatori, sia nel preospedaliero che nell’ospedaliero. Anche sulla base dei risultati di questo studio, a cui abbiamo collaborato, su questi dati abbiamo pensato di organizzare dei corsi da fornire alle aziende per avere gli strumenti per costruire i loro piani di risposta, che stanno avendo un discreto successo”.