Sesso, Censis: il 63% dei ragazzi conosce il Papillomavirus, femmine più informate

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Il 63,6% dei giovani italiani di 12-24 anni ha sentito parlare del Papillomavirus umano (Hpv). Tra le ragazze la quota sale all’83,5%, mentre tra i maschi si riduce al 44,9%. Il 70,8% di chi ne ha sentito parlare sa, inoltre, che esiste un vaccino contro il Papillomavirus. E di questi il 47,1% dichiara di essere stato vaccinato, con una netta superiorità delle ragazze (61%) rispetto ai ragazzi (11,8%). E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata dal Censis sulla sessualità dei millennial e dei giovanissimi, con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur-Msd e distribuita da Msd Italia, presentata oggi al Senato. Rispetto alle modalità di trasmissione dell’Hpv l’81,8% cita i rapporti sessuali completi ma solo il 58% sa che l’Hpv si può trasmettere anche attraverso rapporti sessuali non completi. Per il 64,6% il preservativo è uno strumento sufficiente a prevenire la trasmissione del virus, ma solo il 17,9% è consapevole del fatto che non è possibile eliminare i rischi di contagio se si è sessualmente attivi. L’80% degli informati dell’esistenza dell’Hpv sa inoltre che si tratta di un virus responsabile di diversi tumori, soprattutto di quello al collo dell’utero; il 62,4% sa che il virus causa diverse patologie dell’apparato genitale, benigne e maligne, ma che molto spesso rimane completamente asintomatico; il 37,1% sa invece che l’Hpv è responsabile di tumori che riguardano anche l’uomo, come quelli anogenitali. Infine, il 33% pensa che questo virus colpisca solo le donne e il 26,4% sa che si tratta di un virus responsabile dei condilomi genitali. Il 70,8% dei giovani di 12-24 anni che hanno sentito parlare di Hpv sa che esiste un vaccino contro il Papillomavirus, in particolare le ragazze (il 79,8% a fronte del 55% dei maschi). Sono i più giovani a esserne più frequentemente a conoscenza (l’84,4% tra i 12-14enni e l’85,1% tra i 15-17enni). La maggior parte dei giovani ritiene che la vaccinazione anti-Hpv protegga da malattie molto pericolose (72,3%). Il 73% pensa che vaccinare anche i maschi sia una strategia utile per ridurre il rischio di contagio (la pensa così il 75% dei ragazzi e il 70,9% delle ragazze). Solo una piccola quota indica di non fidarsi del vaccino per gli effetti collaterali che può determinare (15,8%), perché crede erroneamente che la protezione duri poco (12,1%), o perché non elimina la necessità di fare il pap test (12,1%). Per quanto riguarda il vaccino per il Papillomavirus “i numeri variano a seconda delle regioni – spiega il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi – La media non è malvagia, però non è ancora soddisfacente: si oscilla tra il 60 e il 70% e l’obiettivo è il 95%. Così come l’obiettivo crescente – aggiunge – sarà quello di vaccinare anche i maschi. E’ chiaro che vaccinando le donne le proteggiamo da patologie importanti però non si interrompe la trasmissione che è sessuale. E’ importante attivare una strategia protettiva anche nei confronti dei maschi ed è quello che faremo” con il piano nazionale per la prevenzione vaccinale.