Smog, ministro Galletti: in 3 anni l’Italia tornerà virtuosa

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“Gli ultimi due anni sono stati i più caldi della storia e questo significa periodi di siccità molto lunghi e quindi stagnazione delle polveri molto più forte che negli anni precedenti. Ma negli ultimi anni anche in pianura padana che è la nostra zona più a rischio, i dati sono migliorati. Poi con responsabilità dico che non è assolutamente sufficiente, dobbiamo continuare con maggiore efficacia. Non c’è un solo intervento che risolve. Ma una serie di interventi coordinati tra le regioni. Se Milano fa una politica di riduzione del traffico o strutturale da sola non serve a nulla perché lo smog non riesci a recintarlo. Il Bacino padano è la zona in cui stiamo rischiando l’infrazione. E dobbiamo fare una politica coordinata tra tutte e 4 le regioni”: lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in un’intervista a La Stampa. Secondo il ministro si riuscirà a rientrare nei limiti “entro il 2020 anche se in alcuni casi si sforerà più avanti perché noi i piani li facciamo seri e anche l’Europa dovrà capire che stiamo parlando di una zona che è più difficile delle altre, visto che morfologicamente è un bacino dove le polveri stagnano”, “non è che abbiamo fatto solo un’azione di programmazione ma anche interventi specifici che hanno fatto diminuire le polveri. Nel 2016 solo il mio ministero ha investito più di 100 milioni di euro per progetti specifici. E poi c’è l’Ecobonus esteso fino al 2021 e il conto termico che vale 900 milioni di euro per l’efficientamento energetico delle abitazioni. E il decreto dove stabiliamo le classi delle caldaie, premiando chi passa a una classe di maggiore efficienza”.

“Negli ultimi anni ho avuto una grande collaborazione dalla parte delle regioni. I risultati sono che quest’anno abbiano approvato per la prima volta i 4 piani qualità dell’aria delle regioni ‘padane’ che contengono sia le misure sia i tempi di rientro nei limiti previsti dalla normativa europea. Lombardia e Veneto lo hanno già approvato Entro maggio saranno approvati quelli di Piemonte ed Emilia Romagna”. “Il 31 dicembre del 2015 abbiamo fatto protocollo con i comuni italiani dove abbiamo dettagliato le misure di emergenza che non sono la soluzione del problema ma servono. E io mi aspetto che i comuni dispongano i blocchi rispettando quel protocollo, in maniera da renderli omogenei. Perché se il blocco lo fa Bologna e non Casalecchio di Reno, l’intervento serve a poco”.