Terremoto: avviato il restauro della chiesa di Tolentino con fondi ungheresi

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Come aveva annunciato a dicembre, il premier ungherese Viktor Orban ha donato 480 mila euro all’Arciconfraternita laica dei ‘Sacconi‘ di Tolentino (Macerata) perche’ possa restaurare la Chiesa del Sacro Cuore, gravemente danneggiata dal Terremoto del 30 ottobre. Orban ha risposto alla lettera-appello del priore della confraternita Andrea Carradori, un laico, maestro di coro, che aveva chiesto l’aiuto dell’Ungheria perche’, ricorda oggi il priore, dopo che il Tempo ha ripercorso la vicenda, ”e’ l’unico Paese europeo ad aver inserito nella propria Costituzione un esplicito richiamo alle radici cristiane”. ”Ho letto con compassione il Suo resoconto sui danni causati dal Terremoto – aveva risposto all’appello Orban il 22 dicembre – e ho voluto portare la vostra richiesta di aiuto davanti al Governo d’Ungheria, il quale, nella sua seduta di dicembre, ha deciso di mettere a disposizione un finanziamento di 150 milioni di Fiorini ungheresi, ossia di 480 mila Euro, a sostegno delle opere di restauro. Anche con cio’ – continuava la lettera – vorremmo esprimere la nostra solidarieta’ verso i nostri fratelli cristiani italiani colpiti da calamita’ naturale. Infatti, solo ritrovando i valori cristiani, i quali rappresentano tutt’ora la piu’ importante forza di comunione per una Citta’ e per un Paese intero, si puo’ giovare al futuro dell’Europa. Si deve percio’ ricostruire con la stessa naturalezza, dopo il sisma, la casa di Dio che la nostra dimora”. ”La somma – spiega Carradori all’ANSA – e’ stata elargita in toto il 24 gennaio, e, d’intesa con la Soprintendenza e il parroco, don Andrea Leonesi, abbiamo gia’ avviato i lavori: vogliamo dare un segnale di positivita’ e ripresa”.

Le scosse di Terremoto hanno fatto cadere la grande lapide marmorea ottocentesca dalla facciata della Chiesa: ”grazie ai fondi ungheresi – racconta il priore – dal 26 gennaio e’ stata posta una copertura di messa in sicurezza per la facciata”. La confraternita dei Sacconi, chiamati cosi’ per i loro abiti di iuta, venne istituita nel 1805: e i confratelli sfilano tuttora incappucciati nella Processione del Venerdi’ Santo. Andrea Carradori fa parte del Coordinamento Nazionale delle Comunita’ che in Italia si identificano nell’antica liturgia in latino, e nella difesa delle ”radici cristiane”.

”Mio compito di Priore dell’antica Confraternita a cui nel 1835 Papa Gregorio XVI dono’ la chiesa – aveva spiegato a Orban – salvata miracolosamente dalla distruzione da parte dei napoleonici, e’ quello di rinverdire in tutti la speranza, soprattutto in questi tempi difficili. I Confratelli invocano anche la benedizione del Signore verso quei governanti che difendono le ‘radici cristiane’ delle antiche e nobili terre affidate alla loro custodia a vantaggio soprattutto delle nuove generazioni”. Il soccorso del primo ministro ungherese non si e’ fatto attendere. E Carradori cita anche un altro legame fra la Chiesa del Sacro Cuore e l’ex impero asburgico: ”nella cappella e’ conservata la reliquia del Beato Carlo d’Asburgo, donataci da papa Giovanni Paolo Secondo. L’ambasciatore della Repubblica d’Ungheria presso la Santa Sede, Edoardo d’Asburgo-Lorena, si e’ molto commosso quando e’ venuto a trovarci: non sapeva di trovarla qui”.