Terremoto, Comitato “Con Arquata per Arquata”: ferme in Comune donazioni per 2,2 milioni

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Sono fermi da tempo su un conto corrente del Comune di Arquata del Tronto 2,2 milioni di euro frutto di donazioni private arrivate da tutta Italia per aiutare la popolazione locale colpita dalla tragedia del sisma. Perche’ non vengono spesi per le necessita’ degli sfollati e dei cittadini locali che hanno perso tutto?“: lo rende noto una rappresentante del Comitato di residenti “Con Arquata per Arquata“. “Sappiamo che nella frazione di Spelonga, che e’ la meno colpita delle localita’ di Arquata vogliono costruire un centro polifunzionale impiegando 150mila euro di questi fondi delle donazioni, insieme a 100mila euro frutto di una donazione del Movimento 5 Stelle. Ma perche’ non utilizzano questi soldi per le necessita’ urgenti degli sfollati, che sono abbandonati a se stessi negli alberghi costieri, tranne il fatto che un bus li porta al lavoro una volta al giorno; non hanno prospettive per il futuro, vedono ancora molto lontana l’installazione di casette peraltro insufficienti per i bisogni di 500 persone?“. “Perche’ non danno almeno un sostegno al reddito ai richiedenti per affrontare le spese che intanto stanno correndo ed erodendo i risparmi da 6 mesi ad oggi? Perche’ a Spelonga i 100 residenti non possono ancora tornare a casa a causa della mancata rimozione delle frane e messa in sicurezza dei collegamenti?“. “Ci sono ritardi enormi nella realizzazione dei programmi di ripresa, tanto che non si e’ ancora usciti dall’emergenza. La rimozione delle macerie e’ appena iniziata, i lavori per ospitare i moduli abitativi sono partiti da poco e quindi sara’ molto difficile che le persone possano tornare entro aprile-maggio, in un contesto ancora molto degradato, le condizioni delle strade sono quelle che sono. Cosa si sta facendo a livello istituzionale, locale e nazionale per rispondere alle necessita’ reali dei cittadini di Arquata? Se continua cosi’ l’eventuale ricostruzione non partira’ se non prima di 3-4 anni, e nel frattempo cosa facciamo?“.