Terremoto: la Mole di Ancona diventa deposito per 617 opere danneggiate

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Sono 617 le opere danneggiate dal terremoto trasportate nel deposito allestito dall’Unita’ di crisi coordinamento regionale del Mibact alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 24 agosto a oggi. Sono composte da più di 850 parti o frammenti di dipinti, arredi sacri, reperti archeologici, apparati liturgici. I beni sono stati recuperati dalle macerie e da spazi inagibili di chiese, conventi, musei civici e altri spazi espositivi dalle squadre dei tecnici del Mibact, dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona e dei vigili del fuoco. Ogni opera e’ stata censita e registrata in un database che raccoglie le informazioni relative a ogni singolo bene (provenienza, dati descrittivi, stato di conservazione, collocazione, immagini allegate). I recuperi sono stati fatti in 30 siti di 15 Comuni delle province di Ascoli Piceno e Macerata. Per poter intervenire sui beni piu’ danneggiati, che hanno bisogno di una prima azione di consolidamento, nel deposito – dove sono al lavoro i restauratori dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro – e’ in via di allestimento anche un laboratorio di pronto intervento e messa in sicurezza. La superficie complessiva del deposito e’ di 490 mq. Le scaffalature si sviluppano lungo 450 metri lineari di ripiani, che creano un totale di 325 mq di superficie di appoggio. I box, realizzati per contenere le opere di maggiori dimensioni, formano 180 metri di pareti e 112 mq di appoggio a terra protetto. I locali sono particolarmente idonei per la conservazione delle opere: l’umidita’ relativa, misurata nel periodo 19 dicembre-10 febbraio, ha avuto infatti una media del 54%, con una temperatura media di 14 gradi, a fronte di condizioni climatiche esterne critiche: 75% di umidita’ e temperatura di 5 gradi.