Ogni italiano, in particolare residente in un comune capoluogo di provincia, consuma in media 89,3 metri cubi di Acqua, ossia 245 litri al giorno. E’ questa una delle cifre fornite dall’Istat, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua. In particolare, con riferimento al 2015, i gestori delle reti comunali di distribuzione hanno autorizzato l’erogazione complessiva di 1,63 miliardi di m3 di Acqua per uso potabile nei 116 comuni presi in esame dove risiedono 18,2 milioni di persone, il 30% circa della popolazione totale italiana. Le differenze tra i 116 comuni capoluogo in termini di volumi pro capite erogati sono significative: si va dai 50 metri cubi annui di Crotone (138 litri giornalieri per abitante residente) ai 140 metri cubi di Milano (384 litri). Le variazioni dei consumi idrici su scala municipale dipendono da un lato da aspetti socio-economici, dall’altro dalle differenti performance della rete di distribuzione.
Per garantire l’attuale livello di consumo, il volume immesso in rete e’ molto piu’ elevato di quanto effettivamente consumato e pari a 2,64 miliardi di m3 di Acqua per uso potabile. Per ogni cittadino, e’ stato pertanto immesso in rete un volume annuo di 145 m3, corrispondenti a 396 litri giornalieri. Anche in questo caso e’ forte la variabilita’ tra i comuni: dai 66 m3 annualmente immessi in rete per ogni residente di Lanusei ai 280 di Frosinone. L’Istat segnala che nel processo di distribuzione, ci sono ovviamente delle perdite lungo il percorso che dai serbatoi giunge agli utenti finali. Nel complesso il volume di perdite idriche totali nelle reti dei comuni capoluogo di provincia, ottenuto sottraendo i volumi erogati autorizzati ai volumi immessi in rete, ammonta nel 2015 a 1,01 miliardi di m3, corrispondenti a una dispersione giornaliera di 2,8 milioni di m3 di Acqua per uso potabile.


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