Su impulso del ministero dell’Ambiente, nascerà nel solco della riforma delle Autorità di Bacino, un Osservatorio nazionale sui ”Contratti di Fiume”, nuovi strumenti di governance partecipata dei territori idrografici. Sono 93 quelli attivati in tutta Italia, di cui 82 avviati e 11 già sottoscritti, mentre altri 101 sono stati proposti o annunciati. I dati del dicastero dell’Ambiente spiegano l’attenzione attorno ai nuovi strumenti volontari di governo partecipato del territorio fluviale, in cui soggetti pubblici e privati lavorano insieme su un Programma d’azione condiviso e si impegnano ad attuarlo con la sottoscrizione di un accordo. Sono 17 oggi le amministrazioni regionali ad aver riconosciuto con atti formali i contratti di fiume, mentre è stato il Collegato ambientale ad inserirli nel Codice dell’Ambiente, quali ”strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale”. La nascita dell’Osservatorio serve a favorire la loro corretta applicazione, ponendo il ministero nel ruolo di riferimento nazionale e di guida, con una banca dati per seguirne l’evoluzione e conoscerne punti di forza e debolezza, favorendo scambi e collaborazioni tra le varie esperienze italiane.
Acqua: presto un Osservatorio nazionale sui “Contratti di Fiume”, 93 già attivati


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