Un “Codice d’emergenza” da attivare in caso di calamita’ ed eventi catastrofici per mettere all’angolo le lente e farraginose procedure amministrative del caso. A richiedere una legislazione unica per le emergenze e’ la Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della sua Conferenza economica in corso a Bologna. Infatti terremoti, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici e consumo di suolo sono fattori che minano la crescita dell’agricoltura e in generale dell’economia nazionale – osserva la Cia nel panel pomeridiano della Conferenza dedicato a ‘agricoltura e territorio’. L’agricoltura, sottolinea la Confederazione agricola, si propone sempre di piu’ come il volano sul quale puntare per uscire dalla situazione di stallo dell’economia nazionale. Ma per farlo e’ necessario rimodulale gli equilibri con il territorio, iniziando dalle aree interne.
“La Confederazione – afferma il vicepresidente nazionale della Cia Alessandro Mastrocinque- sta sviluppando una serie di iniziative e di progetti rivolti in particolare alle aree interne del Paese”. “Il lavoro messo in atto, assieme a molte amministrazioni pubbliche e associazioni e’ stato reso piu’ gravoso, e al contempo si e’ rivelato cruciale – aggiunge – in un anno terribile proprio per queste zone”, riferendosi al terremoto del Centro Italia e all’ondata eccezionale di maltempo abbattutasi sul Mezzogiorno. “Questo obbliga a dover trovare soluzioni a problemi che esulano dalle dinamiche di mercato – prosegue Mastrocinque – e riguardano piuttosto situazioni non prevedibili ma che sempre piu’ spesso mettono in ginocchio il comparto”. Il consumo di suolo e’ un altro punto su cui bisogna lavorare per difendere il territorio, osserva Mastrocinque, perche’ “compromette l’integrita’ di paesaggi e scenari unici. Una fonte di ricchezza che supera il valore puramente estetico ma diventa una somma di fattori economici, legati anche al giro d’affari delle produzioni certificate Dop e Igp”.
