Alla RomeCup la carica dei robot al servizio della medicina

Stanno pian pian uscendo dai centri di ricerca per arrivare negli ospedali e nelle case dei pazienti, sono i robot ‘dottori’, una schiera di macchine di ogni tipo dagli esoscheletri ai chirurghi, fino agli interpreti per le persone completamente paralizzate. I robot dedicati al settore medico sono tra i protagonisti della nuova edizione della RomeCup, uno dei principali eventi dedicati alla robotica educativa e ospitata quest’anno dall’universita’ di Roma Tor Vergata. “Quello della medicina – ha detto Eugenio Guglielmelli, del Campus Biomedico di Roma – e’ uno dei settori in cui la robotica sta conoscendo il piu’ grande sviluppo, dalla prevenzione alla diagnostica fino alle operazioni chirurgiche e la riabilitazione. Forse quello che manca ancora e’ la consapevolezza da parte dei medici di cio’ che le macchine riescono a fare“.

Una rivoluzione sembrerebbe arrivare dai sempre piu’ sofisticati sistemi guidati direttamente dal cervello, basati su ‘caschetti’ in grado di leggere l’attivita’ cerebrale, interpretarla e girare le istruzioni a robot o ad altri dispositivi. A dimostrare che non si tratta di fantascienza e’ Pasquale Fedele, fondatore dell’azienda toscana Liquidweb: “sono tecnologie gia’ mature e che abbiamo gia’ in vendita, dai sistemi per comunicare con il movimento degli occhi e guidare rover o piccoli droni fino alla lettura dei segnali prodotti dal cervello”. Un po’ piu’ indietro sembra invece essere il mondo degli esoscheletri per la riabilitazione, dove “si stano aprendo possibilita’ enormi“, ha detto Maurizio Petrarca, responsabile del Laboratorio di analisi del movimento e robotica riabilitativa dell’ospedale pediatrico di Roma Bambino Gesu’. “Ma di strada – ha aggiunto – bisogna farne ancora molta. Ad oggi dobbiamo ancora capire bene quale reale efficacia possano avere gli esoscheletri nel percorso clinico”.