Dal 2014 è disponibile online la mappa interattiva dei conflitti ambientali presenti nel mondo, e delle resistenze locali.
Un vero e proprio atlante interattivo, dove vengono riportati oltre duemila casi di lotte locali e resistenze contro progetti di modifica dell’ambiente, talvolta giudicati vere e proprie devastazioni ambientali dalle comunità locali. Si va dai luoghi di estrazione degli idrocarburi alle centrali nucleari, dalla gestione dell’acqua alla difesa della biodiversità, dalle miniere alle strutture turistiche, dalla costruzione di mega dighe alla pratica del fracking.
Il progetto, denominato EJOLT (Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade) è supportato dalla Commissione Europea e sostiene il lavoro portato avanti da organizzazioni che si battono per la “giustizia ambientale”, da scienziati, ONG ed organizzazioni politiche.
La mappa in questione, consultabile on-line a questo indirizzo, non è completa: mancano infatti importanti confitti ambientali, anche in Italia. La mappa però è un punto di riferimento per studiosi, attivisti o semplicemente per chi vuole saperne di più sulla situazione della difesa dell’ambiente nel mondo.
Ha inoltre la funzione di mettere in rete lotte radicate in territori lontanissimi fra di loro, ma che hanno lo stesso fine: la difesa degli ecosistemi dalla distruzione portata avanti in nome del profitto.


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