“Ovviamente è una scoperta sensazionale, ma le notizie sono ancora scarse, aspettiamo di saperne di più“. L’egittologo Christian Greco, direttore del museo egizio di Torino, non nasconde l’emozione per il ritrovamento al Cairo della colossale statua di Ramses II, emersa insieme con i resti di un’altra statua, piu’ piccola, di Seti II. “Conosco molto bene Dietrich Rowe, l’archeologo tedesco che sta scavando li’ nella missione tedesco-egiziana, e anche uno dei nostri curatori e’ li’ con lui. Heliopolis e’ uno dei siti piu’ importanti dell’antico Egitto, li’ ha scavato anche l’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli (al quale il Museo Egizio dedica una mostra che si inaugura oggi a Torino ndr). E’ un sito pero’ anche molto difficile da scavare perche’ si trova in una zona molto abitata de Il Cairo, vicina all’aeroporto“.
Nelle foto e nel video diffuse sul ritrovamento si precisa che le due statue sono emerse nel distretto di Souq al-Khamis, nell’area di al-Matareya nelle vicinanze del tempio di Ramses II. L’eccezionalita’ della scoperta viene sottolineata anche dall’egittologo Khaled Nabil Osman: “era il luogo culturale piu’ importante dell’Egitto, anche la Bibbia ne parla”, ha detto all’Associated Press, “la cattiva notizia e’ che ora l’intera zona dovra’ essere ripulita, le fognature e il mercato dovranno essere spostati” . Secondo Osman, osservando la grande testa emersa dal terreno e’ molto probabile che si tratti proprio di Ramses II, anche se al momento non sono state ritrovate iscrizioni che ne confermino l’identita’. Il tempio di Ramses II, viene ricordato, era enorme, tra i piu’ grandi d’Egitto, grande il doppio rispetto ai templi di Karnak e Luxor. Venne distrutto in epoca greco romana. Gli obelischi e le statue del tempio vennero trasferiti ad Alessandria e in Europa. In epoca islamica molte pietre del tempio vennero usate per la costruzione di palazzi de Il Cairo.


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