Gli ultimi istanti di vita di una stella sono momenti drammatici dal punto di vista dell’ordine cosmico, e influenzano l’intera galassia dove la stella in questione ‘abita’.
Si tratta – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – delle esplosioni di supernove, fenomeni estremamente energetici che determinano la fine dell’esistenza di stelle massicce e causano fortissime emissioni di radiazioni.
Questi giganti scoppi stellari hanno una luminosità che può superare quella di tutte le altre stelle che si trovano nella galassia ospite.
Tuttavia, esistono anche eventi che sembrano esplosioni di supernove e invece non lo sono: una sorta di ‘suicidio simulato’, che nonostante le apparenze non porta alla morte di una stella.
Gli astronomi chiamano questi corpi celesti ‘supernove impostore’ e già nel corso degli anni sono stati smascherati diversi esempi famosi, come l’ingannevole Eta Carinae (immagine in alto). Ora è la volta di un’altra stella massiccia, SN 2015bh, che potrebbe avere tutte le carte in regola per appartenere alla categoria delle stelle imbroglione.
Un team di ricerca guidato dall’Institute for Astrophysics of Andalucia (IAA-CSIC) ne ha osservato il comportamento con diversi telescopi, in particolare quelli dell’Osservatorio della Sierra Nevada, e ha ipotizzato che le esplosioni provenienti da SN 2015bh potrebbero in realtà essere indice di una falsa supernova.
I risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics, mostrano infatti notevoli somiglianze tra questa stella e la ‘grande star’ delle imbroglione Eta Carinae.
“Le stelle luminose blu variabili come questa – spiega Christina Thöne dell’IAA-CSIC e prima firma dello studio – mostrano due diversi tipi di eruzioni: esplosioni regolari dopo le quali la stella ritorna al suo stato originario, ed eruzioni giganti che invece la alterano in modo permanente. Le eruzioni di Eta Carinae appartengono a questa seconda categoria, dal momento che la stella ha già perso una quantità di massa equivalente a 40 volte la massa del nostro Sole.”
La linea di confine che separa queste supernove impostore da vere e proprie stelle morenti però non è così netta, come dimostra il nuovo caso di SN 2015bh.
Dati di archivio mostrano che la stella subisce piccole ma frequenti esplosioni almeno dal 1994, alternate a brevi stati di quiete. Il primo episodio forte è stato registrato nel febbraio 2015: da qui c’è stato un susseguirsi di crescenti eruzioni, l’ultima delle quali – osservata a maggio 2016 – ha inizialmente fatto credere agli astronomi di trovarsi di fronte a una supernova.
Ma così non era, come dimostrano le nuove osservazioni effettuate dal gruppo di ricerca coordinato dalla Spagna.
“SN 2015bh non è un caso isolato – conclude Christina Thöne – ed esiste la possibilità che là fuori ci siano molti altri oggetti simili che fino ad oggi non sono stati notati. Ma sembra che abbiamo incontrato una nuova tipologia di evento stellare: ora dobbiamo svelare i meccanismi che regolano questi eventi.”


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