A causa di un’epidemia di influenza aviaria, e per evitare il diffondersi della malattia, in tutta Italia il 30 dicembre scorso è scattato l’obbligo di tenere all’interno delle stalle tutte le galline. Per quel che riguarda l’Alto Adige, la zona non è più considerata a rischio: “Questa prescrizione ha avuto pochi effetti negativi durante i mesi invernali in Alto Adige, dato che la rigidita’ delle temperature comporta una migliore conservazione degli animali proprio all’interno dei capannoni. Ora pero’, con l’arrivo di temperature piu’ miti e con l’allungamento delle giornate, gli animali rinchiusi rischiano di mostrare una maggiore aggressività,” spiega il veterinario provinciale Paolo Zambotto, che ha comunicato ieri in una lettera inviata al Ministero della salute di aver concesso agli allevatori altoatesini la possibilità di far accedere all’aperto le galline a partire dal 13 marzo. “La nostra Provincia non rientra tra le zone considerate a rischio per l’influenza aviaria, e in piu’ vengono rigorosamente rispettate le misure stabilite a livello nazionale ed europeo per evitare la trasmissione della malattia dai volatili selvatici agli animali domestici“. L’ultimo caso di influenza aviaria è stato registrato il 28 febbraio a San Dona’ di Piave, in provincia di Venezia.
Aviaria: l’Alto Adige non è più zona a rischio


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