Questa sera, nella parrocchia di Sant’Ildefonso, a Milano, si tiene un momento di preghiera per ricordare Dj Fabo che ha voluto morire, con il suicidio assistito, in una clinica della Svizzera. La chiesa, dove e’ cresciuto Fabo, è gremita di amici e degli stessi parrocchiani. Il parroco, Antonio Suighi, poco prima dell’inizio della cerimonia, ha incontrato i giornalisti, fuori dalla chiesa, perché alle telecamere è vietato entrare, e ha raccontato cio’ che dira’ nella sua omelia. “Fabo e’ cresciuto in questa parrocchia – ha detto il sacerdote – e questo e’ un momento di preghiera per ricordarlo insieme alla mamma, alla fidanzata Valeria e alla comunita’. Quello che diro’ e’ che Dio sta vicino alla nostra vita e, soprattutto, perche’ dobbiamo sfruttare questo momento per riscoprire il senso della vita”.
Alla cerimonia partecipa anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e la vedova Welby, Mina, che ha voluto sottolineare che Fabo ha voluto “dare il suo corpo per una battaglia veramente necessaria per avere tutti la liberta’ di decidere alla fine della vita, per una buona legge, quella che avava chiesto anche Piergiorgio. Speriamo che almeno quella per il testamento biologico vada in porto, ora che arriva in Aula in Parlamento. Non vorrei che qualcuno facesse ostruzionismo”. La vedova Welby ha voluto anche sottolineare che, in questa occasione, la Chiesa ha fatto “un atto pubblico di accoglienza e consolazione. C’e’ un cambiamento di sensibilita’ anche nel mondo politico, ora e’ importante la legge sulle disposizioni anticipate sia approvata nel piu’ breve tempo possibile”.
