Mai come quest’anno la nostra Penisola è stata teatro di cosi tanti eventi valanghivi.
Rigopiano a gennaio ha fatto da triste inizio, a seguire ricordiamo Gressoney il 16 febbraio e poi l’ultima proprio ieri, 2 marzo alle ore 13, ancora in Val d‘Aosta a ValVeny, seguita, sempre ieri alle 15, da una successiva a La Thuile.
Non vogliamo entrare nello specifico delle analisi dei fattori che possono determinare effetti valanghivi cosi pesanti in termini soprattutto di perdite umane, ma appare chiaro che a causare tutti gli eventi sono sempre le particolari condizioni meteorologiche.
Poco importa se come a Rigopiano si è trattato di grandi accumuli di neve fresca o, come per Gressoney, si è trattato di un brusco rialzo termico, o ancora di neve fresca ed accumulo da forte vento come avvenuto ieri per l’ultimo caso.
Sempre di eventi meteo si è trattato.
Alla base, è evidente, ci sono sempre specifiche e ben precise condizioni meteorologiche.
Noi in Italia abbiamo una strumento gestito da Protezione Civile, che si chiama Bollettino di Vigilanza Meteo Nazionale.
Se è vero che le Valanghe sono comunque causate da eventi atmosferici, quindi legati al Meteo, allora perché questa grave mancanza?
Basterebbe che il Bollettino di Vigilanza Meteorologica Nazionale, trattasse questo aspetto, per diffondere a tutti un certo genere di notizie, rendendo le stesse fruibili in generale.
Con ciò, quindi, sensibilizzando in modo adeguato coloro i quali stanno per recarsi in montagna.
Se è vero che il MeteoMont è curato dalle Forze Armate e ad esse destinato (lo precisa chiaramente un messaggio in apertura pagina), allora perché non riempire questo vuoto informativo?
Eppure basterebbe poco…
