Farmaci ed Effetti Collaterali: Sicuri di sapere tutto quello che dovreste?

Al giorno d’oggi viviamo più a lungo che mai e nel complesso in buona salute. Ma il trattamento e la prevenzione dei grandi “killer” del passato (infarto, ictus, insufficienza cardiaca, diabete) di solito comporta l’assunzione di farmaci, e tutte le compresse che ingeriamo possono avere effetti collaterali più o meno gravi.

QUANDO SI PRESENTANO – Se dopo poche ore (o giorni) dall’assunzione di un nuovo farmaco si notasse un sintomo elencato come effetto collaterale all’interno del bugiardino, probabilmente la colpa è del farmaco stesso. Se lo stesso sintomo si presentasse, invece, dopo aver assunto senza problemi un farmaco per mesi, sarebbe molto più probabile che vi sia una causa esterna, che questa volta assolverebbe il medicinale.

Ad ogni modo ci sono alcune eccezioni. Per esempio, un gruppo di farmaci chiamati ACE-inibitori, utilizzati per trattare la pressione alta, possono causare una tosse secca a distanza di molti mesi dopo l’inizio del trattamento. Questo sintomo non è pericoloso, ma può essere estremamente fastidioso. Un effetto potenzialmente più grave causato dagli ACE-inibitori è una condizione chiamata angioedema (gonfiore della cute, della mucosa e dei tessuti sottomucosi) che può comparire anche molto tempo dopo l’inizio del trattamento. E che dire di uno dei farmaci più venduti: le compresse di anti-infiammatori? Sono assunte spesso per alleviare il dolore e l’infiammazione. Molte persone non sviluppano effetti collaterali nel breve termine, ma chi assumesse dosi elevate per lunghi periodi, potrebbe sperimentare effetti collaterali come indigestione o sanguinamento dello stomaco. Inoltre, vi è un rischio maggiore di infarto e ictus in caso di assunzione prolungata.

CONSEGUENZE – Molti effetti collaterali sono temporanei e scompaiono nel giro di poche settimane, se si assumono le giuste dosi di trattamento. Altri possono essere collegati al modo in cui si assume il farmaco – per esempio, i farmaci anti-infiammatori e alcuni antibiotici, come l’eritromicina, hanno maggiori probabilità di causare dolore addominale se assunti a stomaco vuoto. Allo stesso modo, gli effetti collaterali del NON prendere le compresse (ad esempio i danni causati da alti livelli di zucchero nel sangue se non si prendono compresse per il diabete di tipo 2, l’infarto se non si prendono le compresse di statine quando prescritto) possono essere più gravi degli effetti collaterali del farmaco a breve termine.

Allergia una volta, allergia per sempre

Se siete allergici ad un tipo di penicillina, ad esempio, non dovreste mai assumere nuovamente alcun tipo di penicillina, perché la prossima volta potreste avere una reazione allergica anche peggiore. Circa 1 persona su 10 che è allergica alla penicillina, è allergica anche ad un’altra famiglia di antibiotici chiamata cefalosporine. Informate il medico che vi stesse curando e anche il proprio dentista di tale condizione. Mi raccomando!

Il farmacista è vostro amico

Il medico e il farmacista dovrebbero sempre controllare che voi stiate assumendo un farmaco in sicurezza. Dovrebbe essere premura di noi specialisti assicurarci che non vi possa essere una qualche controindicazione all’assunzione di un medicinale, prima di prescriverlo o consegnarlo. Ecco perchè è importante coltivare una relazione duratura con un farmacista che possa immediatamente fare mente locale e suggerirvi sempre e solo il meglio.

Quanto è comune l’effetto collaterale?

Leggendo tutti gli effetti collaterali presenti sul foglietto illustrativo dei medicinali soggetti a prescrizione, il primo istinto potrebbe essere quello di gettarli nel cestino subito! Ma, prima di farlo, ricordate che gli effetti collaterali si dividono in:

  1. Molto comuni (colpiscono più di una persona su 10);
  2. Comuni (oscillano tra 1 su 10 e 1 su 100);
  3. Non comuni (tra uno su 100 e uno su 1.000);
  4. Rari (tra uno su 1.000 e uno su 10.000);
  5. Molto rari (colpiscono meno di una persona ogni 10.000).

Quindi tutte le volte che leggerete di un effetto collaterale COMUNE, dovete considerare che fino al 99% dei soggetti che assumeranno quel farmaco potrebbero NON sviluppare quel sintomo. In altre parole, se doveste leggere che il medicinale che avete tra le mani potrebbe causarvi come effetto collaterale comune la tosse, non è affatto detto che automaticamente ne soffrirete.

Ridurre il rischio di effetti collaterali dei farmaci

Ma, esiste un modo per ridurre il rischio di effetti collaterali dei farmaci?
Sì, ne elenco alcuni:

  • La prima volta che si assume un farmaco, farsi aiutare sempre dal farmacista per capire se ci siano istruzioni speciali sull’assunzione.
  • Informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci che si stanno assumendo, compresi i medicinali non soggetti a prescrizione e/o integratori a base di erbe, in modo da capire se una nuova compressa possa avere delle interazioni dannose con il resto.
  • Attenersi al dosaggio prescritto.
  • Verificare con il proprio farmacista se altri fattori, come il bere alcolici o mangiare determinati cibi (penso a tutte quelle bacche esotiche – una su tutte le goji), possono aumentare il rischio di effetti collaterali.