Gasdotto Trans-Adriatico: gas naturale dal Caucaso alla Puglia, è polemica

Il Gasdotto Trans-Adriatico (Tap), che dovrebbe trasportare gas naturale dai giacimenti del Caucaso fino alla Puglia, è fonte di polemiche. Alcuni manifestanti stanno cercando di bloccare l’inizio dei lavori nei cantieri in Puglia e non sono mancate le sponde politiche alla protesta. Oltre al Movimento 5 Stelle, da sempre contrario al gasdotto, anche il presidente della Regione Puglia – e candidato alla segreteria del Pd – Michele Emiliano ha avuto parole di sostegno per i manifestanti, chiedendo vengano accolte le ragioni di chi vuole lo spostamento dell’approdo Tap in altra area. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha rilasciato un’intervista il 29 marzo al Corriere della Sera, nella quale fa diverse affermazioni che siamo andati a verificare. Il ministro sostiene innanzitutto che il Tap “concorre a spingere il Paese nella direzione di un mix energetico piu’ equilibrato” e che “e’ un’infrastruttura che rende l’Italia meno dipendente, per esempio, dal carbone”.

In base al documento dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, e’ stato autorizzato l’espianto di 211 olivi dall’area di Melendugno, esclusivamente di quelli che non hanno caratteristiche “di monumentalita'” in base alla legge. Dal lungo elenco di misure dedicate alla cura di questi alberi che si legge nel documento, si desume che gli ulivi saranno potati, protetti e stoccati fino alla conclusione dei lavori del cantiere. Terminati questi, gli ulivi verranno ripiantati nel sito originale di provenienza, verranno monitorati ed eventualmente curati. Sull’intero tracciato del Tap dovrebbero essere spiantati, e poi ripiantati a fine lavori, oltre 1.900 ulivi, su un totale in tutta la Regione di circa 60 milioni.