Helicobacter pylori è il nome di un batterio GRAM-negativo, lungo 2,5-5 ?m, in grado di colonizzare la mucosa dello stomaco. la conseguente infezione instaura un quadro infiammatorio locale, che può progredire verso patologie importanti quali gastrite cronica, dispepsia non ulcerosa, ulcera peptica e cancro allo stomaco. Si ritiene che le infezioni da H. pylori si diffondano dalla bocca di una persona a quella di un’altra. I batteri possono essere trasferiti anche dalle feci alla bocca, per esempio non lavandosi bene le mani dopo avere usato il bagno.
È inoltre possibile contrarre l’infezione venendo a contatto con batteri di H. pylori presenti nell’acqua o nel cibo. rischio d’infezione è associato all’ambiente e alle condizioni di vita. Il rischio è maggiore se si vive in un paese in via di sviluppo; si condivide l’alloggio con altre persone infettate da H. pylori; si vive in alloggi sovraffollati; non si ha accesso all’acqua calda, che può aiutare a tenere gli ambienti puliti e privi di batteri.
SINTOMI: Tra i sintomi più diffusi: bruciore o dolore nella parte superiore dell’addome, nausea, vomito, eruttazione, perdita dell’appetito, reflusso gastroesofageo, calo ponderale.
DIAGNOSI: Per diagnosticare l’infezione esistono diversi metodi: test sierologici, che consistono nella ricerca nel sangue di anticorpi IgG specificamente diretti contro H. pylori, test del respiro o breath test: dopo aver somministrato al paziente dell’urea marcata radioattivamente, si misura la quantità di anidride carbonica emessa con l’espirazione; questo gas costituisce infatti il prodotto metabolico del batterio in presenza di urea; gastroscopia, durante la quale vengono prelevati campioni (biopsie) della mucosa dello stomaco e del duodeno, analizzati poi al microscopio alla ricerca del batterio.
CURA E PREVENZIONE : Il batterio viene generalmente sconfitto attraverso la fruizione di 2 diversi antibiotici, associati ad un protettore dello stomaco. Per cercare di alleviare il dolore addominale viene consigliato il rispetto di una dieta regolare, programmando i pasti in maniera tale che lo stomaco non rimanga vuoto troppo a lungo (meglio tanti piccoli pasti, piuttosto che pochi pasti distanziati). È inoltre consigliabile evitare di assumere aspirina, ibuprofene e farmaci antinfiammatori, che possono irritare lo stomaco, finendo con il peggiorare la situazione.


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