Il ciclone “Debbie” devasta le coste del Queensland: raffiche a 200 km/h e danni nella Grande Barriera Corallina

Come da previsione “Debbie” nella giornata di ieri, martedì 28 marzo 2017, ha effettuato il “landfall” definitivo sulle coste del Queensland, nei pressi di Airlie Beach, in un’area fortunatamente non molto popolata, come ciclone di 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Nell’area dove ha toccato terra l’occhio del pericoloso ciclone tropicale, nato sul mar dei Coralli, sono state registrate raffiche di vento davvero violente che hanno raggiunto picchi di oltre 193 km/h. Basta pensare che un anemometro situato vicino all’aeroporto di Hamilton Island, vicinissimo al passaggio dell’occhio di “Debbie” poco prima del “landfall”, ha misurato valori di vento medio sostenuto di ben 183 km/h, con una raffica di picco assoluto davvero impressionante di ben 262 km/h. Valori che solitamente si raggiungono durante il “landfall” di un potente tifone proveniente dal Pacifico occidentale. Ma per fortuna l’area dove si annidavano le tempeste di vento più violente, nei pressi dell’occhio centrale del ciclone tropicale, ha investito zone per lo più disabitate, limitando in parte i danni che comunque rimangono ingenti.

ciclone debbie1Intere foreste sembrano essere state letteralmente devastate, con gran parte della vegetazione estirpata dalle violente raffiche, ad oltre i 190-200 km/h. “Debbie”, inoltre, è stata in grado alterare la circolazione dei venti, oltre che lungo le coste nord-orientali australiane, anche sul prospiciente mar dei Coralli e sulle coste meridionali di Papua Nuova Guinea, richiamando intensi venti da NO che hanno temporaneamente sostituito i venti sud-orientali legati all’Aliseo di SE.

Ma oltre ai venti violenti e alle piogge torrenziali “Debbie” durante la fase del “landfall” ha generato potenti mareggiate che hanno flagellato le coste centro-meridionali del Queensland, le stesse interessate dal passaggio del quadrante meridionale del ciclone, lì dove erano attivi i fortissimi venti da SE e E-SE che hanno sollevato un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” alte anche più di 6-7 metri. Queste grandi ondate, prodotte dai forti venti sud-orientali attivi sul quadrante meridionale di “Debbie”, sono andate a rompersi con grande impeto lungo il rift della Grande Barriera Corallina.

cyclone debbieDifatti le coste centro-meridionali del Queensland anche stavolta sono state parzialmente protette dal rift della Gran Barriera Corallina Australiana, ubicato poco a largo della linea di costa, che oltre ad ammorbidire il moto ondoso prodotto dal ciclone, spezzandolo letteralmente, ha impedito la realizzazione di mareggiate distruttive. L’impatto del furioso moto ondoso con il rift sarà stato tutt’altro che in dolore, tanto che parte della distesa di coralli presente lungo la barriera avrà di sicuro risentito il passaggio del ciclone, seppur solo localmente. In questi casi le grandi ondate quando si spezzano sopra il rift tendono a spezzare i coralli e possono uccidere intere popolazioni di coralli vivi, riducendo la superficie totale della barriera.

ciclone debbie1Secondo alcune testimonianze dai luoghi pare che nonostante ciò in alcune zone del Queensland si è verificato un effetto “storm surge”, come a Midge Point, dove secondo i residenti il livello del mare si è sollevato di quasi un metro, provocando delle piccole inondazioni. Una possibile “storm surge” pare abbia interessato pure la località di Laguna Quays, dove sono avvenuti degli allagamenti. Probabilmente l’azione della “luna nuova” ha contribuito notevolmente nello sviluppo di questa modesta “storm surge” su aree ristrette della costa del Queensland.

ciclone debbiePer “storm surge” s’intende un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio del potente ciclone tropicale che tende a sospingere verso la costa un enorme quantitativo di acque, provocando gravi inondazioni nei tratti di costa pianeggianti. Subito dopo aver effettuato il “landfall” la tempesta si è rapidamente indebolita, fino a venire successivamente declassata in una potente tempesta tropicale, carica di piogge e forti rovesci.

La formidabile circolazione ciclonica una volta venuta a contatto con i rilievi della Gran Catena Divisoria settentrionale, si è fin da subito indebolita a seguito del forte attrito, trasformandosi in una modestissima tempesta tropicale che nella giornata odierna sarà in grado di dare la stura a piogge e temporali, anche piuttosto intensi, nelle aree più interne del Queensland, dove potranno cadere oltre 150-200 mm di pioggia in poche ore, localmente anche più nelle aree pedemontane della Gran Catena Divisoria, con rischio di alluvioni lampo e possibili straripamenti.

Debbie.A2017087.0342.1500mNel corso della settimana i resti del ciclone tropicale “Debbie” dovrebbero allontanarsi nuovamente verso sud-est, finendo su acque superficiali sempre più fredde che causeranno un ulteriore indebolimento dell’attività convettiva all’interno della circolazione depressionaria. Entro il weekend l’umidità sprigionata dal dissipamento dei resti di “Debbie” potrebbe raggiungere l’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Interagendo con un intenso sistema frontale proveniente dal mar di Tasman l’umidità tropicale aspirata dai rimasugli dell’ex ciclone tropicale potrebbe causare piogge molto abbondanti sulle coste occidentali dell’Isola del Sud e neve abbondante sulle Alpi Meridionali.