Nelle foreste della Bolivia vive il popolo con i cuori più in salute al mondo. Lo ha sottolineato uno studio appena pubblicato sulla rivista Lancet e presentato presso l’American College of Cardiology. “È una popolazione incredibile – hanno commentato gli autori della ricerca – con i valori di incidenza di malattie coronariche più bassi livelli di qualsiasi popolazione registrata fino ad oggi”.
Gli Tsimane sono circa 16mila. Vivono in capanne di paglia, con un tenore ben lontano dai confort moderni: non hanno elettricità e per sopravvivere cacciano, pescano e allevano sulle rive del fiume Maniqui nella foresta amazzonica. Proprio questo stile di vita ben lontano dal nostro dovrebbe farci riflettere in quanto, come sostengono gli esperti, “questi dati possono servirci di lezione per i nostri problemi di salute”.
Durante la loro ricerca gli scienziati hanno osservato diversi fattori, come i segni di calcio nell’arteria coronarica “CAC” che anticipa l’ostruzione dei vasi sanguigni e gli attacchi di cuore. Sono stati analizzati 705 cuori: all’età di 45 quasi nessun Tsimane aveva calcificazioni nelle arterie mentre il 25% degli americani le ha. A 75 anni i due terzi degli Tsimane sono risultati liberi, mentre l’80% degli americani presenta segni di “CAC”. “È un dato molto più basso rispetto a ogni altra popolazione. La più simile sono le donne giapponesi, ma in un tipo di vita e ambito diversissimi”. Sconosciuti anche gli ictus.
Ma cosa mangiano questo popolo? Il 17% della loro dieta è un mix tra carni di cinghiale, tapiro e capibara, il più grande roditore del mondo; mentre il 7% è costituito da pesci d’acqua dolce, tra cui anche piranha e pesci gatto. Il resto è costituito da riso, mais, radici di manioca (patata dolce) e platano (simile alla banana) proveniente da fattorie a conduzione familiare. Tutto integrato con frutta e noci.
In sintesi il loro regime alimentare è così composto: il 72% delle calorie proviene dai carboidrati, rispetto al 52% negli Stati Uniti, come scrive la BBC in un articolo online.
Il 14% delle calorie proviene da grassi, la maggior parte non “saturi”, rispetto al 34% negli Stati Uniti. Mentre per quanto riguarda le proteine sia gli Americani e gli Tsimane ricavano il 14% di calorie da esse, ma gli Tsimane consumano più carne magra.
Gli Tsimane sono inoltre molto più attivi fisicamente: gli uomini percorrono una media di 17mila passi al giorno, mentre le donne di 16mila. I cacciatori si muovono quasi sei ore al giorno, con una media di 18mila passi e anche gli over-60 superano i 15mila passi. “Raggiungono una livello notevole di esercizio fisico”, spiega Gregory Thomas, uno dei ricercatori e dal centro medico Long Beach Memorial in California.
Fumano anche molto di meno, ma hanno più infezioni che teoricamente dovrebbero aumentare il rischio di problemi al cuore. Una delle ipotesi dei ricercatori è che potrebbero avere più parassiti intestinali (che smorzano le reazioni immunitarie) che aiutino a proteggere il cuore. “Abbiamo bisogno di un approccio più olistico all’esercizio fisico, che non dobbiamo solo praticare nel fine settimana – commentano gli esperti – . Andare in bicicletta al lavoro, fare le scale: in poche parole, una dieta sana molto povera di grassi saturi e ricca di prodotti non trasformati, non fumare e avere una vita attiva sono fattori che abbassano moltissimo il rischio di patologie coronariche”.
