Le cellule dei mammiferi sanno adattarsi allo spazio molto facilmente, in meno di un minuto: lo dimostrano di dati di uno degli esperimenti condotti a bordo della Stazione Spaziale durante la missione “Futura” di Samantha Cristoforetti. Lo studio dell’Universita’ di Zurigo, guidato da Oliver Ullrich e Cora Thiel e pubblicato su Scientific Reports, vede anche la firma dell’astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Molti esperimenti avevano dimostrato finora come le cellule dei mammiferi sopportassero senza particolari problemi l’assenza di gravita’, una condizione mai sperimentata dalla vita fino all’avvento dei primi voli spaziali. Finora pero’ i vari esperimenti non avevano mai potuto osservare la velocita’ di adattamento delle cellule al cambiamento della gravita’ e per farlo e’ stato svolto uno specifico esperimento nel corso di Futura, la missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) che ha visto la permanenza per sei mesi dell’astronauta italiana a bordo della Iss.
L’esperimento Triple Lux A ha infatti permesso di analizzare in tempo reale il comportamento di alcune cellule immunitarie di topo, i macrofagi, al variare della gravita’ (i cui effetti venivano riprodotti con una centrifuga). I dati hanno evidenziato che i macrofagi analizzati sono in grado di riprendere la piena funzionalita’, passando da una situazione di gravita’ ‘normale’ a gravita’ zero, in appena 42 secondi. “Sembra paradossale – ha commentato Thiel -, le cellule sono capaci di adattarsi ultra rapidamente alla gravita’ zero, anche se nel corso dell’evoluzione sulla Terra non ne avevano mai fatto esperienza. I risultati aprono nuove domande riguardo alla robustezza delle vita e la sua stupefacente capacita’ di adattarsi”.


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