Medicina: studio promuove nuovo anticorpo, abbatte il colesterolo LDL senza provocare danni alla memoria

Nuovi risultati positivi da Washington sul farmaco intelligente contro il colesterolo ‘cattivo’ targato Amgen. Secondo uno studio presentato oggi all’Acc 2017 (American College of Cardiology Scientific Session), infatti, in pazienti già in cura con statine l’aggiunta dell’anticorpo monoclonale evolocumab abbatte il colesterolo Ldl senza alterare la funzione cognitiva e la memoria, e questo in media dopo 19 mesi di trattamento. La ricerca ha valutato l’impatto della terapia con il Pcsk9 inibitore, che si è già rivelato in grado di ridurre i livelli di colesterolo Ldl ben oltre le terapie correnti, sulle funzioni cognitive. Questo perché precedenti ricerche avevano fatto ipotizzare che un basso livello di Ldl potesse finire per avere un impatto negativo sulla memoria. “C’è stato un lungo dibattito su questo tema“, ricorda Robert Giugliano, ricercatore del Brigham and Women’s Hospital di Boston che ha guidato lo studio Ebbinghaus. La ricerca, condotta in collaborazione con la Brown University, non ha mostrato alcuna associazione tra l’uso dell’anticorpo monoclonale e un declino della memoria o delle funzioni cognitive. “Dopo quasi due anni di trattamento e una serie mirata di test neuropsicologici – spiega l’esperto – non abbiamo rilevato differenze fra evolocumab e un placebo. Questi risultati forniscono un forte supporto per la sicurezza di un approccio che punta a ridurre il colesterolo Ldl con questo farmaco a livelli ben inferiori a quelli delle terapie attuali“. Nella coorte primaria di 1.204 pazienti in terapia con statine, seguiti in media per 19 mesi, i ricercatori hanno monitorato non solo l’effetto del farmaco intelligente sul colesterolo cattivo, ma anche la funzione cognitiva, con test ad hoc ripetuti all’inizio dello studio e poi con regolarità nel corso della ricerca. Confrontando l’effetto del medicinale con quello di un placebo. “Abbiamo esaminato potenziali effetti avversi del trattamento non solo sulla memoria, ma anche su attenzione e tempi di reazione, che sono importanti aspetti cognitivi che potrebbero avere un serio impatto sulla vita quotidiana dei pazienti“, sottolinea Brian R. Ott della Brown University. “Non abbiamo rilevato differenze significative nel corso dello studio tra i pazienti in terapia e quelli sotto placebo per nessuno di questi elementi cognitivi“. “Questi risultati, da uno dei più vasti trial randomizzati e controllati sulla funzione cognitiva, dimostrano chiaramente – commenta Sean E. Harper, executive vice president of R&D di Amgen – che abbassare il colesterolo a livelli senza precedenti con evolocumab non comporta un impatto negativo per le funzioni cognitive. Risultati che confermano ancora una volta la sicurezza della terapia e il fatto che un trattamento efficace del colesterolo Ldl non mostra effetti negativi sulla memoria e sulle altre funzioni cognitive“.