E’ alla cacca che il Bioparco di Roma, a villa Borghese, dedica una mostra per spiegare che è fonte di cibo, è un mezzo di comunicazione, di identificazione, può essere un combustibile, un fertilizzante e pure un materiale da costruzione. La mostra è introdotta da un percorso ‘minato’ da cacche che i visitatori devono attraversare, facendo attenzione a non calpestare. Ma quello che si vuole evidenziare, nelle dieci sezioni della mostra, è che non si tratta solo di un fastidio da evitare. La prima parte della mostra evidenzia che esiste una correlazione tra ciò che si mangia e ciò che si fa. Poi il processo della digestione viene spiegato attraverso la ‘cacca machine’: da un cesto di prelevano modelli in plastica di cibi diversi che vanno inseriti in una macchina da azionare attraverso una manovella per produrre cacca ed energia. Gli escrementi, però, hanno anche un ruolo fondamentale nel linguaggio degli animali, che la usano per delimitare il territorio, per comunicare la disponibilità sessuale o per segnalare la propria presenza. Attraverso pannelli esplicativi, sagome a grandezza naturale di animali come lontra, tasso, impala e ippopotamo e le relative cacche, il visitatore può apprendere come in natura le feci costituiscano una potente forma di comunicazione. Non solo: gli escrementi sono uno scarto per chi li produce, ma contengono ancora molte sostanze nutritive che altri animali, come gli insetti coprofagi, sfruttano da un punto di vista alimentare.
Molte specie poi, inclusi gli uomini, possono utilizzare la cacca come risorsa per comunicare, materiale da costruzione, combustibile, fertilizzante o mezzo di difesa. L’uccello fornaio per esempio la usa per il proprio nido così come alcune popolazioni africane la sfruttano per costruire le proprie capanne. La cacca secca di bufalo invece viene sudata come combustibile o concime. Una specie di pipistrello, volando sulle zone aride e deserte, riesce con la sua cacca a seminare la terra. Gli escrementi hanno grande importanza anche per la scienza: i paleontologi per esempio ne studiano i fossili, i zoologi analizzano il contenuto di quella di volpe, medici e veterinari controllano la presenza di parassiti, gli etologi possono riconoscere gli animali dalla tipologia di escrementi. Nella mostra sono presenti anche due modelli tridimensionali di dinosauro, un neovenator salerii e un styracosaurus albertensis, uno carnivoro e uno erbivoro, con i relativi modelli fossili.


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